“Il mio sogno? Una casa al mare, anzi sul mare”. Quanti di noi hanno pronunciato questa frase e quanti di noi hanno invidiato gli amici che al mare, anzi sul mare vivevano. Dopo la terribile mareggiata di questa notte la prospettiva cambia. Vivere vicino al mare, al mare solitamente familiare della Liguria, è diventato pericoloso. Nervi, Boccadasse, Portofino, Rapallo, da simbolo del lusso diventano anche luoghi simbolo dell’emergenza. Si riprenderanno, chi abita in questi luoghi tornerà a sentirsi privilegiato e invidiato, ma qualcosa si è incrinato nel nostro immaginario.

In realtà era già da tempo che ci arrivavano segnali. Qualche anno fa quella spaventosa frana a Nervi sotto l’Aurelia, tanto per dirne una. Le parole inascoltate del biologo Wurtz che da un decennio spiega come porti e moli sulla costa incidono su correnti e onde, per dirne un’altra. L’erosione combattuta soltanto con inutili e costosi (ma proficui per qualcuno) ripascimenti. Invece di guardare al mare che è il nostro confine e la nostra porta aperta sul mondo le istituzioni si concentrano sull’altro lato della nostra regione, quello di monte, pensando a creare  nuove grandi opere invece di concentrarsi sull’Opera: la cura del territorio. I grandi cambiamenti climatici vengono discussi per qualche minuto e poi dimenticati, snobbati, minimizzati come tanti piccoli Trump. La diga del porto di Rapallo che cede e gli yacht distrutti sono l’emblema di un mare incattivito che si riprende gli spazi rubati lungo tutta la costa. E intanto ci giochiamo la nostra principale industria, il turismo. Compromesso da immagini di devastazione non più in luoghi inaccessibili ma proprio nelle perle delle nostre riviere.

I red carpet oggi non basteranno per coprire le voragini. Ed è triste che le uniche idee veramente innovative di questi ultimi quindici anni, quelle che Beppe Grillo lanciava dal palco non ancora politico, quelle su un nuovo modo di pensare lo sviluppo e le nostre vite, quelle sulla compatibilità ambientale, oggi siano affogate nella mareggiata di condoni, autoritarismo, intolleranza.

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