VIRUS: IL DISASTRO DELLA LIGURIA, MA NESSUNO NE PARLA (ecco i dati di oggi)

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PERCHE’ NESSUNO DICE I VERI DATI DELL’EPIDEMIA IN LIGURIA?

“OGGI LA LIGURIA SI CONFERMA LA PEGGIOR REGIONE ITALIANA NELL’ULTIMA SETTIMANA. MA ANCHE NELLA MORTALITA’ COMPLESSIVA (DALL’INIZIO DELL’EPIDEMIA) IN RAPPORTO ALLA POPOLAZIONE SIAMO AL TERZO POSTO DOPO AVER SUPERATO ANCHE L’EMILIA ROMAGNA” (VALERIO GENNARO, EPIDEMIOLOGO).

La Liguria è in prima fila per le riaperture. Ma è anche la regione ai primi posti per mortalità: negli ultimi giorni ha addirittura il primato per decessi ogni centomila abitanti. Ed è terza (dopo Lombardia e Valle d’Aosta) per vittime totali in rapporto alla popolazione.

Il paradosso comincia a saltare agli occhi: da una parte l’ottimismo delle autorità, dall’altra l’allarme suscitato dai dati. Partiamo proprio da questi ultimi, illustrati dal noto epidemiologo genovese Valerio Gennaro: “Si canta vittoria, ma nell’ultima settimana abbiamo fatto peggio di tutti: siamo in vetta per la mortalità giornaliera in rapporto alla popolazione. Abbiamo avuto picchi di 0,64 decessi ogni centomila residenti, ben davanti alla Lombardia con 0,57, per non dire del Piemonte che segnava lo 0,33 per cento. Ma adesso si aggiunge un altro dato tragico: siamo saliti in terza posizione per la mortalità complessiva ogni 100mila abitanti, abbiamo superato anche l’Emilia Romagna”. I dati: dall’inizio dell’epidemia la Liguria ha contato 1.407 decessi su una popolazione di 1,56 milioni, cioè 90.74 ogni centomila residenti. Secondo i calcoli realizzati per Medici per l’Ambiente da Gennaro e dallo statistico Claudio Seccia  siamo ancora lontani dallo 156,89 della Lombardia e dai 113,79 della Valle d’Aosta. Negli ultimi giorni, però, la Liguria è passata decisamente in testa nella macabra classifica.

Non sono gli unici dati che allarmano. Dai primi giorni di maggio, i grafici dei positivi in Liguria hanno segnato un chiaro aumento. A differenza di quasi tutte le altre regioni la curva risale. Non solo: c’è il problema dei tamponi. Secondo le rilevazioni della Fondazione Gimbe, che hanno preso in analisi il periodo da 7 al 20 maggio, la Liguria è agli ultimi posti nella classifica dei tamponi diagnostici giornalieri per 100mila abitanti: 60, davanti soltanto a Calabria (57), Sardegna (52), Abruzzo (48), Sicilia (38), Campania (20) e Puglia (18). Tutte regioni che, però, registrano un numero molto più basso di contagi e di vittime. Tra l’altro c’è chi fa notare che aumentando il numero di tamponi in Liguria, oltre alle condizioni di sicurezza, rischierebbe però di aumentare anche il numero di positivi accertati. Insomma, emergerebbe l’alto numero di contagiati.

Nonostante questo il governatore Giovanni Toti, che ha in mano le redini della Sanità, è tra i massimi sostenitori delle riaperture. Prima di quelle dei negozi e di tutte le altre attività. Adesso dei confini tra regioni. L’ultimo passo è di ieri: “E’ impensabile e improbobile una chiusura dei confini delle regioni che duri ancora a lungo, vuol dire uccidere il Paese e la libertà”, dichiara Toti. Aggiunge: “Spostarsi sul territorio nazionale è un diritto costituzionale che si può comprimere in casi di assoluta emergenza e per un periodo limitato di tempo. Speriamo che il numero dei contagi scenda, mi pare che anche in Lombardia stia scendendo, anche se è stata la Regione più colpita. Non credo si possano tenere chiusi i confini delle Regioni, men che meno i confini del Paese. Il turismo vale il 15 per cento del pil. Non rendiamo l’estate ancora più complessa di quello che potrebbe essere”.

Vero, i dati dei contagi calano in Lombardia e quasi ovunque, ma la Liguria sta peggio di tutti gli altri. E non si capisce perché.

A tranquillizzare la popolazione ci pensa, però, Matteo Bassetti, primario di epidemiologia dell’ospedale San Martino di Genova. “Di pancia”, tranquillizza il professore, “mi viene da dire che il virus ha perso forza.  Nelle ultime tre settimane sembra ci sia una bassa circolazione del virus. È giusto mantenere le misure di distanziamento, ben delineate nei protocolli, ma si possono fare le cose nella massima sicurezza”. Bassetti è il volto che Toti ha scelto per rappresentare la lotta al virus e per accompagnarlo nelle conferenze stampa. Tanto che in molti ipotizzano un futuro politico per Bassetti accanto al Governatore. Il professore ormai è diventato una star tv, ospite di tante trasmissioni sul virus. Il Secolo XIX e La Stampa, i quotidiani più venduti in Liguria, gli hanno dedicato già due speciali di otto pagine ciascuno in cui Bassetti racconta il Codiv. A scriverlo, insieme con l’epidemiologo genovese, una giornalista della trasmissione Quarto Grado. Curata da Siria Magri, moglie di Toti.

Intanto arrivano i nuovi dati. Ma qualcuno continua a voler trasformare un disastro in trionfo. Caporetto non è il Piave.

2 COMMENTI

  1. Desidero ringraziarvi per le inchieste e la divulgazione giornalistica che fate, in un periodo di emergenza sociale ed economica e in piena campagna elettorale, il vostro contributo è fondamentale per orientarsi e conoscere.

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