Vaccarezza bacchetta la sindaca di Barcellona. Ma lei sopravvive lo stesso

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2757 battute, spazi compresi. Angelo Vaccarezza con un lungo comunicato diffuso dall’ufficio stampa del gruppo regionale di Forza Italia ci informa che per lui Barcellona è come Loano, ossia le sue città del cuore (“Esiste un’altra Città che adoro, piena di ricordi, di emozioni, nella quale ogni volta che vado so esattamente come muovermi, dove andare, conosco i nomi delle vie molto più che in altre Città che abitualmente frequento”).
E già qui il mondo sarebbe riuscito a sopravvivere anche senza saperlo.

Ma poi Vaccarezza, capogruppo in Regione di Fi, spiega al mondo di essere scandalizzato dal comportamento della sindaca di Barcellona fotografata mentre sorride durante le cerimonie e le marce di cordoglio e solidarietà successive alla strage. Vaccarezza pur essendo uomo raffinato  non sembra cogliere la differenza che esiste tra una risata sguaiata (per capirci quella dei sindaci di Venezia e Firenze che scherzano sui terroristi e Allah mentre a Ischia si devono ancora estrarre dei vivi dalle macerie) e un sorriso che può manifestare compassione, cortesia, affabilità.

Ma, è terribile dirlo, anche dopo aver saputo che Vaccarezza è disgustato dalla sindaca il mondo ha proseguito il suo tran tran. Poi Vaccarezza nel suo comunicato stampa che eguaglia, per importanza, quelli con cui veniva proclamato a Rimini il vincitore della gara di piadine ingurgitate in 30 minuti, o quello con cui Belen riaffermava la supremazia della depilazione alla brasiliana, se la prende anche con la portavoce della sindaca e alla fine si capisce la ragione di tanto livore: “Ma mi riesce difficile credere che il Sindaco di una Città come Barcellona possa affermare di preferire ai turisti gli immigrati. Se davvero lo pensa, e se davvero lo ha detto, davvero non può fare il Sindaco, nè li né altrove”.

Ecco dopo queste parole, dopo l’anatema di Angelo Vaccarezza, il mondo sì che trema, ed è scontato che la sindaca di Barcellona sarà presa da una crisi di coscienza e non potrà fare altro che dimettersi, perdere la potestà genitoriale, la tessera del Club Amici del Cinema, ma soprattutto, ignominia delle ignominie, essere bandita a vita dalla Sagra del Crostolo, massima espressione culturale di Loano.

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