UN PORTO SOLO PER MERLI E SIGNORINI?

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Quindi: Paolo Emilio Signorini, presidente del porto di Genova (definito l’ex delfino del signore delle infrastrutture, Ercole Incalza), è volato pure lui sull’aereo di Alessandro Garrone alla corte dell’armatore Gianluigi Aponte.

Abbiamo già detto dell’inopportunità – a nostro avviso – di un volo privato che ha trasportato un’allegra compagnia di imprenditori, operatori portuali e figure pubbliche (Toti, Bucci e Signorini) tutti insieme appassionatamente. Come se – poteva apparire – fossero tutti della stessa partita, come se condividessero la stessa missione.

Ma non è soltanto questo. E nemmeno la sensazione che – dopo il periodo burlandiano e scajoliano – vada delineandosi una nuova classe dirigente genovese unita essenzialmente dal potere. Non se ne sentiva francamente la mancanza.

E neppure la singolare circostanza che gente come Spinelli, un altro passeggero, fosse prima ritenuto vicino a Claudio Burlando. Una volta giocava con il governatore di centrosinistra a scopone, oggi vola con il suo successore in aereo. In fondo, si dirà, anche Picasso ha avuto il periodo rosa e quello blu.

Il guaio – di questione di opportunità si tratta – è il singolare accrocco che da sempre si consuma intorno al porto di Genova. “Questo è il potere” scrolla le spalle un vecchio operatore portuale che vorrebbe sembrare più cinico di quanto non sia.

Può darsi. Ma il nostro ruolo è sottolineare alcune cose. Lo avevamo fatto anni fa rompendo mille volte gli zebedei all’associazione politica Maestrale di Burlando in cui sedevano insieme politici, rappresentanti dei camalli, dei sindacati, degli spedizionieri e compagnia bella. Tutti dalla stessa parte, pareva.

Negli ultimi due anni emerge la figura di Aponte. Uno dei primi armatori del mondo che ha molti interessi a Genova. Quindi è giusto, per carità, che i presidenti dei nostri porti parlino con lui.

Ma poi ti viene qualche dubbio quando leggi di queste spedizioni che paiono i treni per Lourdes più che un confronto tra soggetti istituzionali e un imprenditore.

Poi pensi al recente passato. L’ex presidente del Porto, Luigi Merlo, dopo anni trascorsi a palazzo San Giorgio e dopo un breve passaggio al fianco di Graziano Delrio (ministro dei Trasporti) diventa Direttore Rapporti Istituzionali Msc per l’Italia. In pratica deve cercare di avere buoni rapporti con i soggetti pubblici di cui faceva parte: la Regione Liguria di cui è stato assessore, poi il Porto (anche se Msc dice che il presidente del Porto non è soggetto pubblico), infine il Governo. Insomma, tornerà nella stanza di Delrio dalla quale è appena uscito. Parlerà con suoi amici, ex colleghi e sottoposti. I numeri di telefono li ha in rubrica.

Chissà poi se le elezioni regionali 2015 le avesse vinte Raffaella Paita, moglie di Merlo. La Regione ha un ruolo decisivo nella designazione del Presidente del Porto.

Sarà per questo che, con l’eccezione di Alessandro Terrile, il centrosinistra ha reagito alla spedizione aviotrasportata da Aponte con un silenzio tombale?

E’ giusto, verrebbe da dire, avere un rapporto buono e collaborativo con gli imprenditori. Ma forse i ruoli andrebbero distinti un po’ meglio. Sennò i critici potrebbero pensare che diventi difficile anche distinguere gli interessi.

PS. CARO MERLO, UN GIORNO CI DIRA’ QUAL E’ IL SUO COMPENSO ALLA MSC?  GRAZIE

 

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