TRIBUNALE INCIVILE DI GENOVA

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C’è un padre con una bambina che trascina le gambe. Salgono insieme le scale, uno, due, dieci piani e quasi nessuno ci fa caso: un genitore con il volto paonazzo dalla fatica con una piccola portatrice di handicap (si dice così, perché noi sappiamo rispettare le persone a parole, più che nei fatti).
Accade nel Tribunale di Genova. Da mesi. Anzi, da anni. Praticamente da sempre. E nessuno fa niente. Semplicemente gli ascensori sono pochi e non funzionano.
Devi aspettare minuti e minuti. E quando finalmente le porte si spalancano scoppia la ressa. C’è chi deve umiliarsi per poter entrare: “Scusate, sono malato”, “Le spiace… sono cardiopatico”.
Ma a volte proprio non c’è niente da fare: gli ascensori non arrivano.
Così cittadini e avvocati, magari persone anziane o portatori di handicap, sono costretti a salire anche dodici piani. Chi può usa gli ascensori riservati perché qui anche salire le scale non è uguale per tutti. Speriamo che almeno la legge lo sia.
Accade da così da tanto tempo che ormai ci sembra normale.
UN TRIBUNALE INCIVILE

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