Ormai è diventato un po’ come una serie di Netflix. Ma senza suspense. Gli appuntamenti delle leggi della giunta Toti con la Corte Costituzionale finiscono sempre nello stesso modo: bocciati.

E’ successo anche questa volta con una delle norme più contestate e assurde se si pensa che tutto il mondo punta alla tutela dell’ambiente. Toti invece, i parchi voleva tagliarli.

Ecco il testo dell’agenzia Dire:

La Corte Costituzionale ha bocciato Cinque articoli della legge regionale ligure di riforma dei parchi, entrata in vigore lo scorso anno. La consulta, annuncia una nota congiunta di wwf, italia nostra e lega per l’abolizione della caccia, ha censurato “alcuni capisaldi del provvedimento con i quali si riducevano i confini dei parchi regionali per circa 540 ettari, senza coinvolgere preliminarmente gli enti parco e gli enti locali, si violava la normativa statale che prevede che il piano del parco prevalga su tutti gli altri strumenti di pianificazione territoriale, si modificava il funzionamento delle comunità del parco, si cancellavano i riferimenti alle aree protette di interesse locale”.
La corte costituzionale, proseguono gli ambientalisti, “ha inoltre fissato il principio in base al quale le convenzioni dei singoli parchi con associazioni che gestiscono guardie volontarie non possono surrogare gli obblighi di sorveglianza pubblica da parte dell’ente parco”, mentre “la regione escogita continui espedienti per non bandire concorsi per guardiaparco, previsti sin dal 1995”. Le stesse associazioni, dopo le vibranti proteste durante l’iter di approvazione della legge, avevano inviato al governo un dettagliato dossier contro il provvedimento, che aveva contribuito all’impugnativa alla corte costituzionale da parte dell’esecutivo nazionale. “Si tratta di una debacle clamorosa della regione liguria, per l’approssimazione della giunta e della dirigenza regionale, che hanno predisposto una legge regionale arraffazzonata e zeppa di violazioni della legge quadro statale sulle aree protette, con disprezzo per le esigenze di salvaguardia del nostro patrimonio naturale”, concludono wwf, italia nostra e lega per l’abolizione della caccia”.

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