“L’avvio della ricostruzione avverrà solo dopo il dissequestro del ponte”, dice il ministro Danilo Toninelli. Lasciando così intendere che se tutto è fermo dipende dall’inchiesta.

Peccato non sia così. Lo ripete da settimane il procuratore Franco Cozzi: appena saranno pronti per demolire il ponte o ricostruire quello nuovo, noi dissequestreremo l’area.

Ecco il punto: a 45 giorni dal disastro non si sa come e quando sarà demolito il ponte. Non si ha la minima idea di chi progetterà quello nuovo: ci sarà un rapido concorso, come forse sarebbe auspicabile? Si utilizzerà il progetto donato alla città da Renzo Piano? Oppure si preferirà il progetto “geniale” sostenuto da Grillo e Toninelli (quello che prevede il bungee jumping da dove 43 persone sono precipitate)?

Buio totale. Mentre prosegue la burletta del decreto che Giuseppe Conte ha sventolato davanti a diecimila genovesi, ma dopo dodici giorni non c’è ancora.

Intanto ecco che Toninelli and company continuano a cimentarsi nell’arte in cui sembrano più bravi: lo scaricabarile. Se tutto è bloccato è colpa nell’ordine:

  1. del sequestro della Procura
  2. dei tecnici malvagi del ministero
  3. dell’Europa
  4. delle autorità locali
  5. degli ufo

Manca una possibile risposta: e se invece fosse anche colpa del Governo e di Toninelli che non sono capaci di affrontare l’emergenza di Genova e da 45 giorni si sono cimentati soprattutto nella propaganda e nella demagogia?

Toninelli, sali a bordo, belin!

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