Simposio 1)Banchetto, convito. Ognuno è libero di organizzare una cena e invitarci chi vuole.

Simposio 2) Convegno di studi su un tema perlopiu scientifico. Se ad organizzare è, in teoria, un ente super partes, ci si aspetterebbe di trovarvi esposte differenti tesi.

Invece.

Invece, più che un simposio, quello organizzato dalla Fondazione Sorella Natura di Assisi con la collaborazione dell’Arcidiocesi di Genova pare una messa cantata. E sì che il titolo prometteva bene: “Sviluppo Sostenibile, Economia Circolare, Infrastrutture,Tutele del Territorio”. Specie alla luce delle posizioni prese dal pontefice su questi temi, c’era da attendersi perlomeno un avvincente scambio di opinioni.

Ma i dubbi iniziano non appena si legge che l’evento è organizzato con il “sostegno” (morale? economico? …boh) di Salini Impregilo e Fincantieri ovvero le società che devono ricostruire il Ponte Morandi e che stanno finanziando varie iniziative in città. Sono grandissime imprese, la seconda è un’ azienda di Stato, ma sicuramente rispetto allo sviluppo sostenibile e all’impatto delle grandi opere hanno una posizione ben chiara. Difficile che nutrano qualche perplessità rispetto a gronde, tav o alla costruzione di mega navi da crociera visto che di quello vivono e di quello vivono anche le centinaia di lavoratori loro dipendenti.

Ed è molto netta anche la posizione della chiesa di Genova, dal suo cardinale ad alcuni preti molto attivi sui social su tali argomenti: un sì incondizionato a qualsiasi grande opera perché significa lavoro.

Non c’è spazio in questa chiesa per le riflessioni che pure papa Francesco dovrebbe aver sollecitato. Nonostante la chiesa ragioni sui tempi lunghi e non si preveda un giudizio universale dietro l’angolo, gli orizzonti nel campo dello sviluppo infrastrutturale sono assai ristretti.

Cardinali e parroci genovesi non si interrogano su quello che arriverà dopo, no, non dopo la morte, ma solo fra qualche decennio, quando magari consumi e abitudini saranno cambiati e i paesi che lo avranno capito per tempo saranno avvantaggiati e i loro abitanti forse più fortunati.

Insomma non c’è dibattito, solo banchetto.

Al tavolo di Sorella Natura ci saranno solo i colossi industriali, neppure, ad esempio, un ambientalista, un rappresentante di associazioni o gruppi che , in maniera civile, propagandano altre idee su sviluppo, grandi opere e su come vada trattata la natura. Quella vera, non la Fondazione.

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