Il sindaco di Genova vuole rappresentare tutti, anche i fascisti. E sbaglia

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Qualcuno spieghi a Marco Bucci che non può e non deve essere il sindaco di tutti. Oggi in Consiglio Comunale si discuteva la mozione presentata da Pd e Lista Crivello per impegnare il sindaco a “non concedere spazi pubblici alle forze politiche neofasciste”.

Bucci ha detto:”Durante la Seconda Guerra Mondiale sarei stato con Bisagno in montagna, io non posso obbligare tutti a stare con Bisagno, so che non tutti lo sarebbero stati e che nonostante questo devo essere il sindaco di tutti”.

Il sindaco di Genova dimostra di non aver ben chiaro chi e cosa rappresenta. Da privato cittadino può sentirsi rappresentante anche di di Pol Pot ma da sindaco – e ormai non è più scontato ricordare di una città medaglia d’oro della resistenza in una nazione che ripudia il fascismo – non può e non deve celebrare in maniera ufficiale, cioè a nome della città e quindi dello Stato, come ha invece fatto, i caduti della Repubblica di Salò.

I fascisti morti mentre cercavano chi più chi meno consapevolmente di imporre dittatura, intolleranza, sopruso e razzismo all’Italia, non possono essere onorati da un’istituzione. Bucci poteva portarci i fiori da privato cittadino con sua moglie e nessuno avrebbe obiettato nulla, ma da sindaco offende la Storia e quei genovesi che crede, per questo aspetto sicuramente erroneamente, di rappresentare.

Inoltre qualcuno dovrebbe spiegargli che se fosse stato in montagna con il comandante Bisagno e allo stesso tempo avesse manifestato simpatie per le camicie nere, probabilmente Bisagno lo avrebbe fatto fucilare.

 

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