Sindaco di Genova: il Pd è come Ollio

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Ci sono cose che non puoi chiedere al Pd. Come chiedere al ciccione Ollio di fare una gara di salto.

Tipo: non si può chiedere al Pd di scegliere un candidato sindaco che cancelli questo Pd.

Eppure forse proprio questo salverebbe il Partito Democratico. E magari gioverebbe anche alla città che comunque è interessata ad avere candidati migliori e una competizione elettorale accesa. Una gara al rialzo, non al ribasso come quella cui si è assistito finora.

Invece lo spettacolo è paradossale. Il Pd è uno dei maggiori partiti della città, se non il primo. C’è pieno di persone che smaniano per correre da sindaco. Eppure non si trova il candidato.

Perché? Semplice. Essere del Pd è un handicap.

Ma allora? Bisognerebbe chiedere al Pd di superare se stesso. E invece scorri i nomi dei papabili candidati e ritrovi sempre loro: non piddini di prima fila, magari, sarebbe troppo, ma figure che in questi anni erano lì e tacevano. O magari polletti d’allevamento, manager o professionisti che hanno prosperato all’ombra del Partito e collezionato poltrone ovunque.

Insomma, sempre la stessa classe dirigente anche se cercano di presentarsi come nuovi.

Del resto come si fa a chiedere ai dirigenti del Pd di scegliere un candidato che decreti la loro fine?

Sarebbe troppo chiedere che si sacrificassero per la città. Come pretendere da Ollio che facesse una gara di salto.

Peccato, proprio nel momento in cui anche i rivali, a cominciare dal M5S, stanno cadendo nello stesso errore del Pd: arrivati vicino al potere premiano gli apparati.

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