Qualcuno dovrà pur farlo. Talvolta a scuola spuntava fuori un eroe che si “offriva volontario” per l’interrogazione. Si poteva sentire distintamente il sospiro di sollievo del resto della classe. Oggi lo faccio io. Ma sì, mi offro volontario come Sindaco di Genova.

Con chi formerò la mia squadra? Bella domanda. Siamo 585mila. Se togliamo gli ottuagenari (che magari non ne hanno più voglia), i membri di partito e gli attivisti 5 stelle, quanti ne restano? E tra questi, c’è qualcuno che è disposto a fare qualcosa per la propria città?

La nota dolente sta proprio lì, nella partecipazione. Nella convinzione (che manca ai più) di poter dare un contributo. Siamo pigri? Siamo diventati tutti politicamente apatici? No. Viviamo semplicemente in un mondo che in maniera sistematica scoraggia il cittadino a partecipare alla gestione della polis.

Lo scoraggiano i partiti che si interessano ai voti della gente ma non alla gente. Lo disincentivano i media, che poco fanno per stimolare la partecipazione agli appuntamenti pubblici ma molto indulgono sulle malefatte della politica.

Ma il cittadino è disincentivato e si tiene quindi distante dalla conduzione della sua città anche perché pensa di non averne le capacità. Ci vuole il leader. E’ cosa da politici. No. Ci vuole primariamente spirito di sacrificio. Voglia di rimboccarsi le maniche sapendo che ci sarà da lavorare con tante altre persone che possono pensarla in modo diverso da me.

Le barriere che si frappongono tra noi e la sana conduzione della città esistono a Genova come in qualsiasi altra città del mondo. Il problema è che qui da noi il tempo stringe. Con chi formerò la mia squadra?

Sì, potrei anche offrirmi volontario. C’è nessuno in classe che tiri un sospiro di sollievo?…

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