A Savona c’è una nave da crociera in mezzo alle case. Con i motori accesi giorno e notte. A Genova ci sono altre tre navi da crociera in porto.

Il virus ha portato anche questo: le grandi navi non navigano e sono ormeggiate in mezzo alle case. La questione sollevata da comitati e cittadini non si può più eludere. C’è un odore persistente, giorno e notte. Soprattutto ci sono inquinanti che entrano nei polmoni della gente.

A Savona va avanti così da quasi due mesi. Troppo. A fine aprile, lo ha riportato Silvia Campese sul Secolo XIX, l’Arpal ha scritto una lettera in cui si parla di “diverso impatto delle emissioni sui recettori (centraline Arpal) che si trovano in posizione elevata, ad esempio Villetta e di Valloria, dove risultano concentrazioni attorno a 100 µg/m3, mentre quelli a quota più bassa le concentrazioni non superano i 20 µg/m3”.

Antonella Fabri, che a Savona è portavoce del Comitato Porto Elettrico, spiega: “A seguito della crisi Covid-19, la Costa Luminosa è stata attraccata alla banchina adiacente il terminal in data 20 marzo, dovendo sbarcare numerosi passeggeri e membri dell’equipaggio contagiati. In occasione dell’attracco, visto che lo sbarco avrebbe messo in crisi gli ospedali provinciali, l’Assessore regionale Giampedrone e il Sindaco Caprioglio dichiaravano che la nave si sarebbe fermata “non oltre 48 ore”. Da allora, sono passati quasi sessanta giorni (circa 1.320 ore, ndr) e la nave è rimasta ancorata, a motori accesi, accanto alle abitazioni. Da oltre un mese non sono più sbarcate persone malate (sono rimasti a bordo 110 membri dell’equipaggio), dunque l’emergenza sanitaria è conclusa. Tuttavia la nave è ferma in porto, con la terrificante prospettiva di una sosta di 10/12 mesi nelle stesse condizioni. Nonostante il basso numero di persone a bordo (il 3% della capienza in condizioni normali), il motore della nave produce una potenza di 3,9 MW, cioè l’80% della potenza prodotta a pieno carico (pari a 4,9 MW). Il consumo giornaliero è valutabile in circa 40 tonnellate di gasolio “pesante” navale (fino a 100 volte più ricco in zolfo del gasolio da autotrazione), con una spesa stimabile tra i 20 ed i 30 mila euro giornalieri per carburante. La nave, infatti, non può essere spenta, perché, in caso di emergenza meteo, deve potersi allontanare dalla banchina, ed andare in rada. Come dire che se mia nonna fosse diabetica, io dovrei tenere l’automobile accesa tutto il giorno, per partire immediatamente in caso di malore… Assurdo. Tanto più assurdo, in quanto il problema non si porrebbe se le banchine fossero state elettrificate”.

C’è un’emergenza immediata, quella provocata dalle emissioni costanti delle navi nei nostri porti.

Ma ci sono altre emergenze che non sono state affrontate per troppo tempo. Le navi da crociera, è noto da anni, utilizzano infatti un combustibile inquinante con un elevato contenuto di zolfo. Diverse compagnie sono state più volte multate, ma le sanzioni sono irrisorie rispetto al risparmio garantito dall’utilizzo di carburanti più grezzi e meno costosi. Sono iniziati contenziosi interminabili davanti ai tribunali. Una questione sollevata più volte: “Ogni anno in Italia attraccano 4.556 navi da crociera che trasportano 10,9 milioni di passeggeri. Colossi che stanno a pochi metri dalle case”, ha raccontato Arianna Spessotto (M5S) della Commissione Trasporti della Camera. A Civitavecchia si contano 806 “toccate nave”, a Venezia 498, a Napoli 430. Mentre a Savona, dove attraccano letteralmente in pieno centro storico, siamo a 231 e a Genova si arriva a 190. “Senza contare la salute di chi è a bordo. Le navi inquinano infinitamente più delle auto”, spiega Spessotto.
E non c’è soltanto lo zolfo, ma anche le polveri ultrasottili. Come ricorda Luciano Mazzolin di Ambiente Venezia: “Secondo i rilevamenti dell’associazione ambientalista tedesca Nabu, in Laguna la situazione per il pm 2,5 talvolta è peggio che a Pechino. Il livello registrato è 150 volte superiore a quello dell’aria pulita (mille particelle per centimetro cubo)”. Prosegue Mazzolin: “Al ponte degli Scalzi sono stati registrati picchi di particelle ultrasottili di 62.400 unità per centimetro cubo. All’Arsenale, punto di passaggio delle grandi navi, siamo a 133mila unità”.

Cosa sta entrando in questi giorni nei polmoni della gente che vive a Savona e Genova?

Quando sarà finita l’emergenza bisognerà affrontare davvero il problema dell’inquinamento provocato dalle navi. Non solo quelle da crociera. Secondo l’indagine della trasmissione Petrolio, i 20 cargo più grandi del mondo emettono più diossido di zolfo di tutte le auto in circolazione. Ma la flotta, che trasporta il 90% delle merci mondiali, è composta di 60mila navi. Un terzo transita per il Mediterraneo.

Esistono soluzioni per affrontare il problema. Si può conciliare il lavoro portuale con la salute di chi vive vicino ai moli. Ma a che punto sono i progetti di elettrificazione dei porti tante volte annunciati?

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