#nonfacciamociintortare

“Vogliamo sbloccare tutte le opere ferme”, urla Matteo Salvini da Albiano.

Davvero ogni occasione è buona per fare propaganda. E, come dicono i romani, per buttarla in caciara. Ma non per risolvere i problemi.

La Gronda, il Terzo Valico. Polemiche, sempre polemiche. Invece di fatti.

A parte che, su questo sono praticamente tutti d’accordo, il primo tratto della Gronda potrebbe partire subito. E il Terzo Valico è ormai avviato.

Ma il punto è un altro: nessuno parla del Nodo Ferroviario di Genova. La grande opera più utile alla Liguria e ai liguri. Indispensabile per i pendolari, per i turisti e per alleggerire il traffico merci del porto. Un’opera che aiuta i lavoratori e le imprese.

Doveva essere ultimata due anni fa (ora si parla del 2023, vedremo…) e invece siamo ancora di là da venire. Una grande opera che garantirebbe trasporti veloci e puliti. Sgravando anche le direttrici stradali di traffico.

Ma soprattutto una grande opera che costerebbe un quinto delle altre (circa 800 milioni). E forse il problema è questo, non c’è abbastanza da spendere (e da sperperare?).

I soldi c’erano, i progetti anche. Non si è riusciti a terminare i lavori. Questi sono fatti, non parole.

Purtroppo una verità scomoda perché dal 2015 in Regione ci sono loro. C’erano Giovanni Toti e ai Trasporti, perfino Edoardo Rixi. Per anni sono stati anche al Governo.

Se ci fosse il Nodo Ferroviario oggi migliaia di liguri e di turisti avrebbero un’alternativa per spostarsi e non dovrebbero marcire in coda sotto il sole sull’autostrada (GRAZIE AUTOSTRADE!).

Invece delle chiacchiere e delle polemiche servirebbero i fatti. Speriamo che i liguri non si lascino intortare.

PS. CARO SALVINI, MA NON ERA LA LEGA CHE AVEVA PRESO FINANZIAMENTI – LECITI, PER CARITA’ – DALLE SOCIETA’ DEL GRUPPO AUTOSTRADE? Perché non ci parla di questo…

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