SALVIAMO CHIAVARI, DIMENTICATA DA TUTTI!

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Il rione degli “scogli”, le casette dei marinai, la piazza dei pescatori devoti a sant’Erasmo, i fondi dove i gozzi trascorrevano  l’inverno in compagnia dei barattoli di acciughe.

Se ti appoggi alla ringhiera della piazza col gelato in mano, vedi  da una parte il promontorio di Portofino e dall’altra la penisola di Sestri Levante.

In termini urbanistici è il quartiere di Preli, “la zona a mare nel lato ovest di Chiavari”.

Ci stanno tirando su  (e hanno quasi finito) due palazzoni di enorme impatto visivo, in quanto del tutto avulsi da uno dei paesaggi più tipici e preziosi della città.

La dividono ulteriormente dal mare.

Incombono minacciosi su una spiaggia molto amata e carica di ricordi.

E come sottolinea Anna Maria Castellano, presidentessa della sezione Tigullio di Italia Nostra, “mimetizzano il segno forte della Colonia Fara, di architettura razionalista, risalente al 1935”.

Pare che il progetto originale fosse del 2002 (giunta Agostino), ma le amministrazioni di ogni colore che l’hanno seguita non si sono prese la briga di cancellarlo. E l’ultima l’ha realizzato, a pochi giorni dalla scadenza naturale del progetto.

“Genova si vede solo dal mare” cantava Ivano Fossati.

Chiavari anche. Perché è una città che si sviluppa in parallelo alla riva.

Ora alla sua estremità occidentale è sorto questo duplice bozzo di cemento. Un pugno nell’occhio. La mosca nel piatto.

E così, lo skyline di Chiavari è mutato. In peggio. Sfigurato per sempre.

Vedere per credere.

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