Riusciranno i Cinque Stelle a perdere anche a Genova?

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di Marco Preve e Ferruccio Sansa

Le elezioni amministrative della prossima primavera si avvicinano. Ma la scheda elettorale a Genova è ancora vuota. Litiga il centrosinistra (e sarebbe una sorpresa il contrario), a destra si accapigliano.

E il Cinque Stelle? Peggio che andar di notte. Dunque: quelli della Regione non vanno d’accordo con quelli del Comune. Quelli genovesi non vedono di buon occhio i savonesi. I savonesi e i genovesi insieme sono furibondi con gli spezzini perché hanno scelto un candidato – trombato due giorni dopo che era stato scelto – che aveva già avuto esperienze politiche. Ci sono più correnti che nella Democrazia Cristiana.

I simpatizzanti del M5S forse ci lapideranno. O magari talvolta dovrebbero essere grati a chi li critica se stanno sbagliando.

In Regione, così come a Savona, avevano una possibilità di vincere. Risultato: ha vinto il centrodestra. Ma stavolta a Genova l’opportunità è concreta. Che sia un bene o un male ognuno è libero di valutare come crede. Non è questo il punto.

Ma che il Movimento Cinque Stelle rappresenti un’alternativa credibile sarebbe positivo per tutti. Perfino, verrebbe da dire, per il Partito Democratico che dovrebbe scegliere candidati di valore e non affidarsi ad avanzi di partito che si profilano all’orizzonte per scalzare Marco Doria. Sarebbe l’occasione per tutti gli schieramenti, e per noi cittadini, di vedere un rinnovo della classe dirigente.

Ahinoi è quasi fisiologico che arrivando al governo, al potere emergano legittime differenze e meno confessabili ambizioni. Ma al confronto del M5S ligure il Pd sembra il partito dell’amore.

E’ questo che gli elettori M5S e tutti i cittadini si aspettavano?

Ci sarà alla fine qualcuno che si occuperà di battaglie che stanno a cuore ai liguri? Tipo: il ritrovo di uno slancio civile, il rinnovo della classe dirigente, la lotta alle clientele di partito, il contrasto delle infiltrazioni mafiose, la tutela dell’ambiente contro lo straripante cemento.