Registrate tutti i suoni della Liguria

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bosco a Pieve Ligure, ore 6,30 di mattina

 

di Marco Preve e Ferruccio Sansa

“Papà, perché esci all’alba con un registratore in mano?”.

“Vado su per il monte a registrare i rumori del bosco”. No, questo è meglio non raccontarlo. I figli ci prenderebbero per pazzi. E forse non hanno tutti i torti. Chissà se a qualcuno interessa sentire i suoni e i rumori della Liguria. Magari no. O magari sì. Vale la pena provare.

Perché i rumori e non le fotografie che rendono molto di più l’idea? Proprio per questo. Dietro le immagini c’è uno sguardo, e uno solo. Sono bellissime forse, ma diverse per ognuno di noi.

I suoni invece sono di tutti. La registrazione dei rumori di un bosco all’alba, del binario di una stazione, del corridoio di un ospedale, di una strada piena di traffico appartengono a tutti. Chiudi gli occhi e immagini di essere tu ad ascoltare davvero.

I suoni non hanno tempo. Ascolti voci all’uscita da una scuola, per dire, e potrebbero arrivare dal passato. Potrebbe essere la classe di quando eri ragazzo: ascolti i passi che corrono giù dalle scale e ti pare di vedere di nuovo il pavimento di graniglia, le scale di marmo, il bagliore tiepido sui vetri che ti faceva già immaginare la giornata di sole appena fuori del portone. Davvero, viene quasi da allungare un braccio cercando qualcuno. O magari immagini che arrivino dal futuro, i suoni, dalla scuola dove andranno i tuoi figli. Vedi loro, gli incontri che avranno, il mondo in cui dovranno camminare.

I suoni non hanno spazio. Magari sei andato a vivere a Milano, a Londra o a Boston, senti il rumore di via San Vincenzo a Genova, di via Roma a La Spezia, di Toirano o di Triora, chiudi gli occhi e ti pare di esserci davvero (ma vale anche il contrario, ascolti i rumori di un mattino in America e capisci che laggiù non è poi tanto diverso…).

E poi a volte è meglio avere dei limiti. Non vedere. Così l’immaginazione, la fantasia, la memoria hanno più libertà di movimento. Non c’è niente come i suoni… che ti entrano dentro, ti raggiungono in fondo a te stesso quando meno te lo aspetti. E non puoi fare niente per fermarli.

Sarebbe bello provare a mettere insieme una specie di colonna sonora collettiva. Provate a mandarci – sul Facebook di Liguritutti – i vostri suoni. Dalla Liguria, da ovunque siate nel mondo. Vale tutto, o quasi, anche il silenzio se vi prende l’estro poetico o magari il vicino di casa con la tv a palla di notte, la riunione di condominio, i gatti che fanno l’amore. Magari non la gara di rutti di vostro figlio. O forse sì, ci riserviamo di valutare.

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