Regazzoni: modello di stile e coraggio

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“Dovete parlare subito di Regazzoni! Dite qualcosa, almeno voi…”, ci chiede una nostra lettrice.

Siamo perfettamente d’accordo. Regazzoni merita che si parli di lui. Subito.

E, speriamo che voi concordiate con noi, bisogna parlarne bene.

Ci è capitato una volta di incontrarlo, quasi per caso, ed è bastato un istante, uno sguardo per cogliere la sua signorilità. L’ironia. L’intelligenza velata da una patina di malinconia. E il coraggio, ovviamente.

E’ difficile trovare una persona insieme così competitiva e capace di contribuire al successo degli altri. Vincere e saper far vincere i COMPAGNI, ecco il suo segreto.

Sono passati quarant’anni da quando bambini incontrammo Clay Regazzoni ai margini della pista di Monza (correva per la Ferrari allora). Accettò di firmarci un autografo. Poi una pacca sulle spalle.

Merita di essere ricordato sempre, perché i campioni non sono soltanto quelli che vincono i mondiali. Era proprio come diceva di lui Enzo Ferrari: “Viveur, danseur, calciatore, tennista e, a tempo perso, pilota: così ho definito Clay Regazzoni, il brillante, intramontabile Clay, ospite d’onore ideale per le più disparate manifestazioni alla moda, grande risorsa dei rotocalchi femminili. Lo contattai fin dal 1969 (…). L’anno dopo vinse un memorabile Gran Premio d’Italia a Monza. Poi si affinò, come stile e temperamento, che era fra i più audaci, fino a diventare un ottimo professionista. Gli avversari lo hanno sempre rispettato”.

Speriamo che la nostra lettrice sia accontentata: abbiamo parlato di lui. E non è vero che parliamo sempre male di tutti. Grande Regazzoni!

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