Referendum, siamo cittadini o prostitute?

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Prima Matteo Renzi si mette la giacca e promette a Genova 110 milioni (pubblici). Poi, dopo dieci minuti, si toglie la giacca e chiede ai genovesi di votare “sì” al referendum costituzionale cui è appeso il suo destino politico.

Stessa scena a Savona: prima Renzi promette denaro per l’alluvione, poi chiede di votare “sì”.

Di sicuro non è così, ma qualche maligno potrebbe insinuare che il primo ministro Matteo Renzi si illuda di conquistare il consenso dei liguri al referendum ricoprendoli di denaro (che finora, a dire la verità, è soltanto promesso) appena una settimana prima del voto.

Non è senz’altro così, vero? Il premier Renzi non scenderebbe mai così in basso, vero?

Sarebbe trattare i liguri come prostitute (*), non come cittadini.

Genova – Medaglia d’Oro alla Resistenza – non si farebbe mai comprare con i soldi.

(*) sia detto senza offesa verso chi questo mestiere lo fa davvero

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