Per la Lega in fondo è sempre questione di latitudini. Anche se la parola Nord oggi è un po’ meno in voga, il sangue non è acqua. E l’aria neppure. Quella del Monviso è pura per definizione, quella della terronia un po’ meno. Quindi un conto è piazzare un inceneritore a Napoli (che poi Salvini a suo tempo invocava il Vesuvio per gli ultrà campani) un altro a Genova. E infatti, una decina di anni fa, Edoardo Rixi, dal suo blog e giornalino personale, tuonava incazzatissimo contro l’ipotesi di realizzare un inceneritore a Scarpino.  Inceneritori e moschee erano per Rixi l’ennesimo affronto al ponente di Genova. Vedi mai che dopo gli inceneritori il Capitano e il suo scudiero rivedano le loro posizioni anche sui migranti che, come noto, inquinano come un termovalorizzatore. Intendiamoci, mica da aprirgli le porte di Recco o Diano Marina, però a Matera o Gioia Tauro…

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