Putti lascia il M5s. L’addio scontato di una persona perbene

0
4221

(foto di Giovanna Profumo da Olinews, aprile 2012)

Era solo questione di tempo. Avevo conosciuto Paolo Putti in una fredda giornata di inizio del 2010, all’epoca della battaglia contro il terzo valico e la gronda. Lui e Muscarà giravano la Valpolcevera a piedi raccontando ed ascoltando come il Pd non faceva più da tempo. Non pensavano alla politica ma credevano nella politica. Quando il M5S ha incrociato le loro strade hanno creduto alla promessa di un partito nuovo, senza ladri (di potere, soldi e di promesse), dove potersi confrontare per trovare le soluzioni migliori. Alla fine hanno scoperto che il M5s era nuovo e non c’erano ladri, ma il confronto abitava da altre parti. Mi spiace per quella che è una sconfitta della politica, ma ho conosciuto Putti e Muscarà e sono contento che abbiano fatto questa scelta da persone libere e perbene.

Ultima ora: Dopo l’abbandono del M5s anche di Paolo Putti e altri due consiglieri, Mauro Muscarà ed Emanuela Burlando, nuove regole per i futuri amministratori del M5s. Oltre alla penale sono previste alcuni altri vincoli: consegna dei propri figli alla Casaleggio fino al termine del mandato; in mancanza di figli vanno bene anche le nonne ma ancora autosufficienti (sennò dopo due giorni passerebbero tutti ad altri partiti); momentanea cessione della casa di proprietà al cugino di Beppe che fa l’immobiliarista a Quezzi; intestare auto, moto, bici e carriole al M5s, sempre fino a termine del mandato; cointestare ad Alice Salvatore i propri conti correnti; indossare un bracciale elettronico per non poter lasciare il paese ed essere sempre rintracciabile.

LASCIA UN COMMENTO