PONTE, LEGA-M5S DARANNO LA COLPA AI GENOVESI?

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Vogliamo fare una scommessa? Quando si comincerà a capire che le promesse non saranno mantenute, quelli che hanno parlato troppo presto scaricheranno i genovesi. I primi segnali già si vedono. A Roma nei corridoi della politica c’è chi comincia a sussurrare (lontano dalle telecamere, stavolta) “che non si può ricostruire tutta la città se è crollato un ponte”. Insomma, il cambio di rotta è cominciato: i genovesi sono sempre gli stessi, capaci solo di lamentarsi. Di battere cassa.

E invece no. In questi due mesi abbiamo assistito alla solita cascata di promesse e di dichiarazioni. Abbiamo aspettato un decreto che è arrivato tardi ed è parso subito lacunoso, molto, troppo parsimonioso. Intanto Genova rischia di rimanere schiacciata nella lotta tra Di Maio e Autostrade (per carità, giusto pensare a una revoca della concessione) che rischia di portare a un risultato doppiamente paradossale: il ponte arriverà tardi e ce lo pagheremo noi. Così Di Maio intascherà il consenso e Genova resterà a piedi.

Ma soprattutto da parte del Governo è parso mancare completamente un disegno di rilancio per Genova. Niente.

Nessuno a Roma pare aver capito davvero cosa è successo in Liguria. No, non è crollato soltanto un ponte. Ma essere Paese non dovrebbe voler dire che quando uno resta indietro gli altri lo aiutano? Sennò che senso ha stare insieme… stringersi a coorte… (anche senza essere pronti alla morte)?

Vedrete. Risentiamoci tra un anno. Diranno: in fondo è colpa anche dei genovesi…

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