Piccoli posti di Liguria/1: il campo delle lucciole

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di Massimiliano Lussana

Per vederle, occorre scendere da corso Europa verso via Antica Romana di Quinto.

Ma la via in questione è talmente sconosciuta che nemmeno la toponomastica la degna di un nome. Certo, a fianco c’è una certa via dei Ferrucci, che in questo blog ha sempre il suo perché. Certo, per gli abitanti del posto è il “vicoletto” dove c’è “il campetto di Gipi'”. Certo, per gli appassionati di appuntamenti da casello autostradale è “proprio alle spalle del bar Michele”….

Ma, per l’appunto, quel posto è senza nome, indegno anche del Tuttocitta’, ed è come se lì il tempo si fosse fermato.

Infatti, succede tutto quando il tempo cambia.

Quando le giornate si allungano e ti sembra che il ritmo del sole e delle stagioni abbia un altro suono, un’ altra metrica, un’altra vita.

Ecco, è in quei giorni lì che, da qualche anno, sono tornate le lucciole.

La prima volta, sembrava un’illusione ottica.

La seconda volta, era una straordinaria occasione per rileggersi Pier Paolo Pasolini e il suo articolo sulla “scomparsa delle lucciole”, l’eredità più bella di PPP.

Per qualcuno era un pezzo visionario.

Altri lo trattarono come un trattato di sociologia.

Altri ancora sentenziarono che era roba terribilmente passatista, come spesso accadeva al poeta friulano, un povero illuso convinto che il Pil non misurasse la felicità.

Altri, infine, raccontarono che anche senza lucciole non cambiava niente.

E invece.

Invece, ogni anno, quel giorno speciale in cui le giornate si allungano, fare il vicoletto, significava scendere col cuore in gola per vedere se erano tornate davvero. Anche quest’anno.

Vederle lampeggiare, nella penombra dell’illuminazione del campetto, dove si gioca una partitella serale scapoli-ammogliati o, meglio ancora, nel buio totale del resto delle luci, e’ ogni volta un’emozione unica, impagabile.

E anche quest’anno il miracolo si è ripetuto.

Poi, il fatto che la luce comunale fosse rotta e le rendesse ancor più belle e lampeggianti, sembrava un ennesimo tocco di un grande regista.

Vabbe’, poi realizzi che è il Comune di Genova e capisci che di regia e poesia nella luce rotta ce n’è davvero poca.

Però, nonostante tutto, e’ meraviglioso raccontare che anche quest’anno Pasolini aveva torto.

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