Perché non potremmo essere simpatici e pure onesti?

1
824

di Ferruccio Sansa

Pare impossibile, ma a fine serata – una seratina non proprio pepata – ci si ritrova per la milionesima volta a farsi la solita domanda stantia: “Perché in Italia c’è più corruzione che nei paesi del Nord?”.

Oddio, non è che gli animi si scaldino più di tanto. Ormai è come la questione delle mezze stagioni che non ci sono più. Però almeno è meglio chiederselo ancora.

Giusto un breve dibattito per riaccendere per un attimo gli animi prima del caffè, degli abbracci. E tutti a casa con la coscienza a posto.

Così ci si divide in due fazioni, come in una versione casereccia del salotto di Bruno Vespa (ma chi farà la parte di Alfano e della Pinotti?). Finché un tizio con la palpebra pesante e l’espressione bolsa di quello incerto tra sbadiglio e ruttino se ne esce con la solita frase: “E’ vero, loro sono più onesti. Ma almeno noi siamo più simpatici. E tra le due cose…”, e qui l’espressione si fa pensosa, quasi solenne, “tra le due cose, bé, lasciatemi dire che io preferisco vivere in un Paese dove la gente è più simpatica e calda”.

Pare quasi di sentire gli applausi sullo sfondo, proprio come in Porta a Porta. Tutti d’accordo, tutti felici. Baci, abbracci e si sbaracca.

Ma poi sali in macchina e mentre guidi ci ripensi. L’assioma si basa su due elementi che forse andrebbero dimostrati:

  1. I popoli del Nord – tedeschi, svedesi, norvegesi – in fondo sono degli scassamaroni. Ma sarà davvero così?
  2. I latini, e noi in testa, siamo dei simpaticoni. E anche qui viene qualche dubbio.

Ti vengono in mente tanti amici crucchi simpatici, accoglienti, pieni di calore umano. Ma anche tanti italiani – magari te compreso – cui non daresti la patente di simpatia.

Meno male che la legge adesso prevede l’autocertificazione.

Ma soprattutto senti che nella testa, in fondo a tutto, ti ronza un pensiero:

ma chi l’ha detto che non si possa essere nello stesso tempo simpatici e onesti?

Già, ci siamo abituati a pensare che la corruzione sia un’inevitabile conseguenza del nostro carattere fantasioso, duttile, cordiale e accogliente. Ma, ammesso che noi italiani si sia davvero così – in una parola – simpatici… perché lo scotto da pagare dovrebbe essere un po’ di “paraculismo”?

Così pensi e ripensi e ti ritorna quella domanda: che questa contrapposizione tra simpatia e rigore morale sia alla fine un alibi?

Chissà. Forse si potrebbe essere simpatici e pure onesti. E si vivrebbe tanto meglio.

Ma soprattutto: chi l’ha detto che non si possa essere nello stesso tempo corrotti e pure stronzi?

1 COMMENTO

  1. Avete mai pensato che potrebbe essere un problema di cultura religiosa?
    Dio perdona, così vivono la religione i popoli latini.
    I popoli del nord no.

LASCIA UN COMMENTO