Pd Liguria, lo Tsurenzi e i galleggiatori

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“FEDINE POLITICHE”

Raffaella Paita, prima bersaniana e poi renziana. Claudio Burlando, prima dalemiano, poi bersaniano, poi renziano. Roberta Pinotti… qui potrebbe non bastare la pagina… prima sinistra Ds, poi franceschiniana, poi bersaniana, poi renziana. 

State pronti, inchiodate i tavoli al pavimento, accumulate sacchetti sabbia davanti alle porte, portate i bambini ai piani alti. Sta per riversarsi sulla Liguria lo Tsurenzi, versione nostrana e asciutta dello tsunami.

Eventi giudiziari a parte per Matteo Renzi potrebbe essere giunta l’ora dell’addio.

Val la pena citare Ezio Mauro:

“… c’è una risposta che Renzi deve dare a se stesso. Dove lo ha portato quel sistema fondato sugli amici degli amici, asfittico e famelico? La presidenza del Consiglio non meritava qualche ambizione in più di una gestione toscana degli appalti? Domande inevitabili, perché non si può predicare l’innovazione e poi rinchiudersi nella cerchia ristretta di un Consiglio comunale in gita premio a Roma, con visita fugace alle istituzioni. Mentre bisognerebbe sapersi accontentare della sovranità legittima appena conquistata, senza cercare una quota ulteriore e ambigua di sovranità impropria”.

Insomma se il Giglio appassirà, in Liguria occhio all’effetto di ritorno che travolgerà il Pd. Panico, bisognerà riposizionarsi, cercare il cavallo – ma va bene anche il bardotto – vincente.

Ma tranquilli, nell’arte del galleggiamento qui abbiamo dei maestri.

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