PD, facile essere ecologisti con il carbone degli altri

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Trump punta sul carbone. E subito ecco lo sdegno di rappresentanti e intellettuali Pd. Bene, bravi, bis.

Intanto sono a ottomila chilometri di distanza.

Ma torna in mente l’atteggiamento dei nostri cari democratici quando il carbone ce l’avevamo in casa nostra. Quando la centrale di Vado sputava fumo nel cielo di Savona e magari – nessuno lo ha mai smentito – Tirreno Power sponsorizzava le iniziative culturali del Comune.

Eccovi una breve antologia di dichiarazioni e passaggi contenuti nelle carte dell’inchiesta (il filone “politico” si è concluso con l’archiviazione delle accuse):

Telefonata tra Claudio De Vincenti (all’epoca sottosegretario nel governo di centrosinistra) e Andrea Mangoni (allora amministratore delegato di Sorgenia): “Ciao Claudio – esordisce il manager – a noi ci viene da lì, a livello istituzionale, ma anche di rappresentanza parlamentare, di collegi… intendo dire nostre… cioè Pd… una richiesta molto forte di un segnale da parte del governo… del tipo che si stanno muovendo sulla strada giusta”. (DALLE CARTE DELL’INCHIESTA DELLA PROCURA DI SAVONA)

Telefonata di Massimiliano Salvi, manager Tirreno Power: “Ieri all’alba Giuseppe Zampini (presidente di Confindustria a Genova) mi ha fatto incontrare un sindacalista molto importante che parla un calabrese molto stretto… però è il referente di Zampini, e dice… ma dottore che cosa dobbiamo fare, occupare l’autostrada o buttarci sulla ferrovia? Gli ho detto: se decidete di farlo fatelo adesso”. (DALLE CARTE DELL’INCHIESTA DELLA PROCURA DI SAVONA)

“Le uniche vittime accertate della centrale Tirreno Power di Vado Ligure sono i lavoratori e le aziende dell’indotto. Gli unici morti accertati sono gli oltre 800 posti di lavoro cancellati e le aziende chiuse o in crisi” (LIVIO DI TULLIO, su Facebook)

I provvedimenti contro la centrale a carbone di Vado sarebbero frutto “di una soddisfazione personale (…) di una rete di associazioni radical chic e finto-ambientaliste” (DIBATTITO FACEBOOK TRA I GIOVANI DEMOCRATICI)

“Domani un magistrato, ispirandosi alle parole dei suoi colleghi di Taranto o Savona (…) potrebbe chiedere il sequestro di tutti i furgoni, auto, motorette, camion e corriere”. (MATTIA ZUNINO poi diventato segretario nazionale dei Giovani Democratici)

L’inchiesta “è un casino che scoppia perché così un procuratore (Francantonio Granero, ndr) va in pensione sentendosi fiero di aver fatto un ottimo lavoro… adesso arriva sto scemo dopo anni”. (ANDREA SPARTACO DI TULLIO, discussione Facebook tra Giovani Democratici)

“Il piano di ampliamento e adeguamento della Tirreno Power, proposto da noi e accolto dall’azienda nel 2011, non è ancora partito anche a causa di ricorsi e opposizioni di chi non vuole l’uso del carbone. È da capire fino a dove arrivi la cattiva volontà della società e dove le difficoltà a operare in un paese complicato per la burocrazia e i contenziosi”. (CLAUDIO BURLANDO, all’epoca governatore della Liguria)

“La salute, ovviamente, è la prima preoccupazione e il primo obiettivo. Ma è doveroso ricordare che senza l’accordo non sarebbe stata sicura la possibilità di bloccare le attuali emissioni, né di coprire i parchi” (CLAUDIO BURLANDO, all’epoca Governatore)

“L’alternativa ambientale non sarebbe stata la chiusura della centrale e l’occupazione zero… L’alternativa” all’accordo “semplicemente non esisteva: avremmo continuato ad avere, per lungo tempo, un’azienda altamente inquinante e sempre più obsoleta” (NINO MICELI, capogruppo Pd in Regione fino al 2015, e MICHELE BOFFA, vicepresidente del Consiglio Regionale fino al 2015)

UNA BREVE ANTOLOGIA DI FRASI DETTE. MA CI SAREBBERO DA AGGIUNGERE ANCHE I SILENZI…

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