ELEZIONI: IL PARTITO DEL CEMENTO E’ TORNATO

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Il partito del cemento sta tornando in Liguria.

Dopo gli anni dei porticcioli, delle colate, del piano casa voluto da centrosinistra e centrodestra.

C’era stato un attimo di tregua. Non per convinzione, ma per convenienza politica. Forse semplicemente perché le leve del potere in Liguria sono cambiate e bisognava registrare di nuovo i meccanismi.

Ma da tutta la regione arrivano segnali preoccupanti: a Savona dopo l’approvazione del Crescent 2 ecco che riappare il fantasma della Margonara.

Il cemento è l’argomento chiave delle elezioni a Pieve Ligure, una collina già segnata dalle costruzioni (ulteriori edificazioni oltre a produrre un danno irreparabile farebbero crollare il prezzo delle case esistenti).

A Chiavari nel silenzio generale ecco che cambia faccia il quartiere Preli, una delle spiagge più amate della cittadina.

A La Spezia la Regione stoppa il nuovo Puc che comunque era un passo avanti contro lo sviluppo selvaggio della città.

A pochi giorni dalle elezioni quattro segnali di cui tenere conto. Andiamo a vedere nei programmi che cosa promettono i candidati. Scegliamo chi garantisce di non ferire ancora il territorio, di non svendere un bene di tutti per favorire gli interessi dei pochi.

Scegliamo chi NON vuole trasformare i nostri paesi in cittadine che ricordano l’hinterland delle grandi città.

Ambiente non significa soltanto vivere in un posto più bello. Non vuol dire soltanto conservare la nostra terra. In Liguria, regione che ha il record delle case sfitte, costruire ancora arricchisce magari i signori del mattone, ma fa crollare il valore delle nostre abitazioni.

Soprattutto, però, ambiente significa turismo, la nostra prima industria che garantisce il 20 per cento del pil. Cioè decine di migliaia di posti di lavoro.

QUANDO SI E’ COSTRUITO NON SI PUO’ TORNARE INDIETRO. IN MEZZO AL CEMENTO CI DOVREMO VIVERE NOI E I NOSTRI FIGLI

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