Paita, l’alluvione, e il giustizialismo comunista

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proleta-comMettono tenerezza. E, personalmente, risvegliano malinconici ricordi di quando i proletari comunisti non solo contestavano la stampa borghese, ma anche la giustizia borghese. Oggi, invece, per i proletari comunisti la stampa resta borghese ma la giustizia sembra davvero essere l’unica arma del proletariato, manco fosse la Locomotiva di Guccini.

Queste riflessioni nascono dalla lettura di un comunicato dei proletari comunisti di Genova e Alessandria. Sembra una specie scomparsa ma non siamo su Quark. Scrivono i Co. Pro. a proposito dell’assoluzione dell’ex assessora della Regione Liguria Raffaella Paita dall’accusa di omicidio per l’alluvione del 2014:

A cosa serve la figura dell’assessore alla protezione civile? La stampa borghese genovese di sabato ventidue ottobre dà ampio risalto all’assoluzione dell’ex assessore.. l’estremista renziana Raffaella Paita… è mai possibile che la responsabile politica del servizio di Protezione civile non sia imputabile per negligenza, quando questo atteggiamento provoca l’omicidio di una o più persone, lasciando la responsabilità ai funzionari preposti alla pubblicizzazione dello stato di all’erta?”.

Siamo messi male. Se pure i Co Pro che un tempo respingevano analisi e soluzioni giudiziarie per le problematiche sociali, non riescono a capire che i politici vanno puniti alle urne, al limite con una rivoluzione di popolo va’, e non si può affidare alla magistratura il compito di risolvere con manette e galera errori di scelte, di strategie, di procedure amministrative, vuol dire che da semplice battuta il “piove governo ladro” è ormai diventato norma di legge.

 

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