“Oneri o morte”. Savona, dove il cemento è verde Lega

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La mercificazione del territorio, consentita se non addirittura incentivata da un numero sempre maggiore di sindaci, risponde a una logica perversa: quella di incassare denaro fresco o opere pubbliche dai privati, in cambio del permesso a costruire mostri di cemento. Così la crisi profonda che sta vivendo la nostra provincia rischia di avere come effetto collaterale la cessione ai signori del mattone di porzioni di territorio fino ad oggi miracolosamente salvaguardate.

Qualcuno dirà: ma gli oneri di urbanizzazione non sono una novità. No, ma mai come in questo momento, la contropartita economica garantita da un imprenditore, può restituire un po’ di ossigeno ad enti locali ridotti sul lastrico.Insomma, la pianificazione territoriale è morta e sepolta sotto mere questioni di portafoglio.

L’assessore all’urbanistica del Comune di Savona, Massimo Arecco, è forse il primo ad aver ammesso che senza gli oneri di urbanizzazione si chiude. E senza nuovi palazzi non ci sono oneri, aggiungo. Detto per inciso, l’ammissione di Arecco è tatticamente un errore, perchè indebolisce il potere contrattuale del Comune al cospetto di fior di navigatori del business immobiliare. Arecco, di fatto, è disposto a discutere senza retropensieri, di tutte le operazioni che attendono da anni, dal Crescent 2 al porto della Margonara, dai Solimano a Binario Blu, agli Orti Folconi. Superando così di slancio il pur generoso atteggiamento della giunta Berruti nei confronti dei costruttori (con qualche preferenza). Ma addirittura avvicinando l’inarrivabile frenesia cementificatrice dell’amministrazione Ruggeri.

Solo il tempo dirà se siamo effettivamente tornati al ballo del mattone. Certo il leghista Arecco, ha già iniziato a suonare la musica che piace agli imprenditori edili. Forse rispondendo anche al recente peana degli industriali. Tutto si Lega.

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