NOI NON ODIAMO TOTI (e nemmeno Burlando e Scajola)

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Eccolo, immancabile: scrivi un articolo critico – anche molto, magari – su Giovanni Toti. E puntuale ti senti dire da un suo fan: “Bè, voi ce l’avete con lui”.

Ce lo siamo sentiti dire tante volte all’epoca in cui la Liguria era dominata dal potere di Claudio Burlando e Claudio Scajola e noi li bersagliavamo con le inchieste: “Ma voi li odiate!”.

Una volta Raffaella Paita ci rispose così al telefono: “Intanto voi ce l’avete con me”.

La prima reazione era rispondere: descrivere i fatti, sottolineare i punti deboli è il nostro lavoro. Incensare è il compito di altri. E non manca chi lo faccia anche bene.

Ma poi è giusto ascoltare le critiche. E farsi delle domande: ci siamo fatti prendere da rancori, antipatie se non proprio odi?

Capita magari un giorno che incontri Roberta Pinotti, ministra della Difesa cui abbiamo dedicato articoli non certo benevoli. Ce l’abbiamo con la Pinotti? E con Raffaella Paita, Alice Salvatore, Beppe Grillo, Luca Pirondini, Marco Bucci e compagnia….

No, davvero. Bisogna distinguere tra le azioni e le persone. Tra la critica, anche durissima, dei comportamenti e il giudizio sull’essere umano.

Capita perfino di criticare persone per cui si prova simpatia, di cui si è amici (salvo poi perdere la loro amicizia, ma vabbé…).

E’ il prezzo del nostro lavoro, che è bellissimo, ma condanna a una certa solitudine.

Restano pochi amici. Speriamo, però, di saper sempre distinguere le azioni dalle persone.

E auguriamoci che le nostre “vittime” capiscano. Non che ci amino, ma che capiscano.

Facciamo lavori diversi, stiamo su fronti diversi magari. Ma in fondo restiamo tutti uomini e donne.

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