NOI CHE ABBIAMO PAURA DI TUTTO

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Tempi bui. Siamo nelle condizioni di aver paura a ogni latitudine: a sud del mare che ruggisce reclamando i suoi spazi, a nord delle piene dei torrenti, dall’alto che ti cada un ponte, dal basso che si apra una voragine sulla strada. Anche di noi stessi: a sud di chi scappa dalla fame, a nord dei funzionari europei, a est da quelli che rubano.
Torniamo a sentirci indifesi e non compresi, ad avere paura del fuoco, dell’acqua, del vento, del diverso, come i nostri antenati.
Non ci riconosciamo più, non sappiamo nemmeno molto del nostro vicino di porta, e ora potremo anche sparare a tutto ciò che prova a entrare in casa nostra. Ieri avremmo quindi sparato all’acqua.

Tranquilli: forse riusciremo a rimettere in sesto tutto, tranne l’uomo.

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