‘Ndrangheta e purezza del M5S. Perché non parlarne?

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gigli

di Marco Preve e Ferruccio Sansa

Il M5S prima o poi dovrà capire che la politica è anche capacità di accettare e discutere le critiche e nel caso ammettere che si può sbagliare in buona fede. Come diceva quel film: non bastano “chiacchiere e distintivo”.

Prendiamo le contestazioni che Christian Abbondanza presidente della Casa della Legalità rivolge ai M5S liguri riguardo ad alcuni casi di asserita contiguità tra candidati del Ponente nelle fila del Movimento con esponenti appartenenti a famiglie di ‘ndrangheta o comunque ad esse vicine.

Abbondanza cita anche relazioni dei carabinieri che attestano queste frequentazioni. E’ assolutamente vero che sono semplici annotazioni, che i soggetti di cui si parla non sono stati né indagati ne hanno subito condanne per vicende di crimine organizzato. E’ pure vero che in tante inchieste alcune annotazioni di polizia giudiziaria hanno perso rilievo nel prosieguo delle indagini.

Ma è anche vero che il M5S per preservare la sua purezza sceglie i suoi candidati tra persone che non hanno mai avuto esperienze con la politica (che sarà una brutta cosa ma è sempre meglio di una cosca), che addirittura sceglie i suoi consulenti o legali in base alla assenza di “precedenti” politici. Che non accetta gente con precedenti penali anche minori.

Quindi, perché questi criteri vanno bene per la politica e non per le parentele con esponenti di ‘ndrangheta?

Ma soprattutto fare chiarezza, se non si ha nulla da temere, non guasta mai.

Il M5S non ha scheletri nell’armadio, è giovane e sano, invece di farsi infettare dalle vecchie patologie della politica come l’arroganza e il rifiuto delle critiche, potrebbe accettare un confronto aperto, magari in pubblico, magari con chi, come Abbondanza, da oltre un decennio si batte davvero contro le mafie, con i suoi modi forse urticanti e plateali (e infatti la ‘ndrangheta ha minacciato di morte lui, mica tanti esponenti politici M5S o di altri partiti), ma senza aver mai chiesto candidature o poltrone.

5 COMMENTI

  1. Abbondanza forse ha smesso di chiedere candidature e poltrone dopo che non è riuscito a sfruttare quelle che era riuscito ad avere anche con modalità poco corrette.

  2. Quindi in virtù della dubbia bontà dei criteri precauzionali del M5S per la selezione dei suoi rappresentanti, estesi a “legali e consulenti”, relativi alla verginità da precedenti penali o comunque di esperienze politiche (a prescindere dal merito: la sola equiparazione ma soprattutto le esperienze liguri e nazionali direbbero di no) il M5S per tutelarsi dovrebbe affidarsi alle valutazioni di un pluripregiudicato per diffamazione come Christian Abbondanza. Non proprio un dettaglio che avveduti giornalisti come gli scriventi si ostinano però sistematicamente ad oscurare ai loro lettori pur sapendo che i suoi “problemi” non sono affatto, come espresso in maniera volutamente riduttiva, “i modi urticanti e plateali” (aspetti pur tollerabili per un buon fine) ma proprio i gravissimi abusi delle sue “credenziali” per colpire in modo reiterato e doloso chiunque lui ritenga a qualche titolo di ostacolo a se stesso o ai suoi fini (anche politici, al contrario di come viene sempre falsamente detto, lo stesso ha ripetutamente esercitato e cercato spazio in ambito politico). Il M5S rientra nella lista avendo riconosciuto da tempo la perniciosità di tali scomportamenti proteggendosene. Comportamenti deviati e devianti di gravissima disonestà, che negano i minimi requisiti di civiltà che rendono folle proporre “confronti aperti” con tal personaggio. In considerazione soprattutto che in Liguria esistono certamente realtà e persone impegnate contro le mafie che non abbiano questi precedenti criminali e quindi credibilmente utili allo scopo ( abbiamo già visto diversi esempi di come l’antimafia ostentata possa dare alla testa ed essere strumentalizzata a propri ignobili fini). Mi permetto di suggerire comunque ai giornalisti l’attivazione di una ennesima sottoscrizione di solidarietà, questa volta personale, in modo da permettere l’esecuzione delle condanne almeno per il fittizio risarcimento economico delle sue vittime che non hanno mai beneficiato neppure delle vostre pubbliche attenzioni e che si vedono costantemente oltraggiate dalle ripetute citazioni e omissioni.
    La vostra professionalità e la bontà delle cause non consentono di mentire neppure con le mezze verità.

  3. Ho notato che i giornalisti Marco Preve e Ferruccio Sansa hanno fatto riferimento alla ‘NDRANGHETA, ma nei commenti relativi all’articolo si continua ad usare il termine “mafia” come parola ad uso didattico.
    Si chiedono spiegazioni su personaggi legati a famiglie ‘ndranghetiste (o di contesti criminali-affaristici legati a loro) e ci si affretta a ricordare, oramai come uno spot buono per tutte le occasioni o ricorrenze, che “la mafia è merda”.
    La mafia che va per la maggiore e fa affari (anche) nella nostra Liguria …. si chiama “NDRANGHETA”.
    La ‘NDRANGHETA” è stata identificata e “mappata” già da tempo, come sistema mafioso “a conduzione famigliare” e oggi la sua rete di consenso sociale è consolidata da cellule dormienti (famigliari “inattivi”?).
    La ‘NDRANGHETA” fa affari (anche) grazie ai Dirigenti e Responsabili presso le Amministrazioni pubbliche.
    La “NDRANGHETA” pulisce i soldi dei traffici illeciti con SUBAPPALTI finanziati dalla collettività.
    E qui mi fermo ….
    Si piantano alberi, si liberano palloncini in cielo …… avete mai provato a fotografare le targhe di mezzi pesanti che lavorano in subappalto non autorizzato?
    E’ molto più divertente e costruttivo, perché si aprirebbe un mondo nuovo ai vostri occhi.
    Individui presta nomi unitamente a pluripregiudicati appartenenti a famiglie ‘ndranghetiste” e spesso a cosche di peso, che creano aziende per movimento terra, “ottengono subappalti non autorizzati” (nella nostra Liguria) e nel frattempo trasportano grossi quantitativi di cocaina (sempre nella nostra Liguria). Gli stessi individui ottengono anche consenso sui Social .
    Non c’è dubbio, “la mafia è montagna di merda”, ma, la “NDRANGHETA” è una colonia di topi di fogna che vive parallelamente al nostro Stato, da cui i cittadini onesti devono prendere le distanze e non lo si può di certo ottenere asserendo che “la colpa dei padri non devono ricadere sui figli”.

    Giovanna D’Adamo

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