Il Ministro Toninelli vuole far fuori Autostrade. Lo ha detto e ribadito da solo e in coro con il vicepremier Di Maio. Però un conto è la società, i suoi vertici, i suoi ricchi azionisti di controllo. Un conto sono i lavoratori che per Autostrade lavorano da anni e molti dei quali sono anche morti investiti da auto e tir in cantieri a volte troppo poco sicuri, sacrificati in nome della scorrevolezza del traffico.

Oggi un gruppo di quei lavoratori con i loro rappresentanti sindacali hanno cercato di incontrare il ministro che lasciava Genova. Ma il cittadino Toninelli li ha dribblati.

Ecco cosa racconta Riccardo Ventimiglia segretario genovese della Fillea: “Oggi pomeriggio, insieme ad una ventina di colleghi e colleghe, ho atteso invano il Cittadino Ministro Toninelli presso l’aeroporto di Genova: avendo saputo della nostra presenza, ha ritenuto di filarsela all’inglese, imbarcandosi dagli arrivi.
Se avessimo avuto modo di parlare, gli avremmo detto che noi, lavoratori edili del Gruppo Atlantia, con il crollo del Morandi nulla abbiamo a che fare, anzi, i miei colleghi erano proprio a lavorare sul ponte fino alle sei del mattino, fossero stati ancora lì dopo qualche ora…..Gli avremmo detto che noi, privilegiati dipendenti di Pavimental Manutenzioni siamo in cassa integrazione dal quattro di giugno, come nel 2009, come nel periodo 2014 – 2016….Gli avremmo detto che proprio qui, a Genova, saremmo andati in cassa più tardi proprio perché dovevamo finire lavori di manutenzione “sopra” il Morandi….Gli avremmo detto che in 28 giorni abbiamo completato la strada “Superba” presso l’ILVA e il Porto”.

Ministro, guardi che gli operai non fanno Benetton di cognome.

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