E’ successa una cosa incredibile. E sinceramente non so neppure bene come spiegarla. E’ accaduto che gli alfieri del NO alle grandi opere sono diventati il detonatore di un riflusso che ha colpito larga parte della popolazione che sul tema era, se non contraria, fortemente sospettosa, trasformandola in una vera e propria onda Si Tav o Sì Terzo Valico. E’ accaduto che sulle grandi opere si sta assistendo a un nuovo fenomeno di coalizzazione, e non è solo questioni di poteri forti, imprese, finanza.

I dubbi legittimi di coloro, e sono tra quelli, che ritenevano possibile e auspicabile un altro tipo di sviluppo, che evitasse ulteriormente la devastazione del territorio, che rinforzasse linee ferroviarie già presenti, che puntasse prima di tutto a rendere dignitoso il servizio di trasporto esistente prima di puntare su fantascientifici collegamenti ultraveloci riservati a merci o a viaggiatori ricchi, che soprattutto avesse in mente un altro tipo di società, ebbene questi dubbi sono diventati carta straccia.

Provare a difendere questi valori equivale ormai ad appartenere alla banda che dubita dei vaccini, crede nelle scie chimiche, insulta chi non la pensa come loro, la banda che dal sudmaerica parla di rivoluzione e poi appoggia la sbirraglia fascista ungherese.

Ripeto non so come sia accaduto (scelte populiste , scelte suicide come non far costruire il Morandi ad Autostrade, l’abbandono di una politica davvero innovatrice per richiudersi sui soliti condoni fiscali e urbanistici, la chiusura mentale oltre che materiale dei confini e degli orizzonti, boh), ma so solo che questa sera ho assistito a una scena che fino a poco tempo fa avrebbe provocato un’insurrezione di popolo.

In televisione da Floris, una delle cosiddette “sette signore di Torino” che hanno organizzato la mobilitazione pro Tav, contestando un interlocutore che sosteneva un numero di partecipanti inferiore ha detto : “Secondo il nostro architetto che ha stimato il numero eravamo in 45 mila”.

Ci fu un tempo in cui una frase del genere – quelli che ci hanno l’architetto personale – avrebbe provocato un colossale effetto di rigetto in buona parte degli italiani. Oggi questo non è accaduto. La signora (la terza da sinistra) ha potuto dire il “nostro architetto” senza che venisse sommersa, lei e i 45 mila, dalle pernacchie. E’ accaduto perchè il M5s genera un sentimento di ripulsa che prescinde dalle buone ragioni del Movimento stesso. E’ ingiusto? Probabilmente sì, ma in fondo accadeva lo stesso con il Pd di Renzi.

Io continuo a pensare che di Tav e Terzo Valico si possa fare a meno ma non riesco più a sganasciarmi davanti alla signora e al loro architetto.

*Il maledetti non è un insulto gratuito ma un richiamo al titolo di un celebre libro “Maledetti architetti”. Insomma, non è come dare delle “puttane” ai giornalisti che scrivono cose che non ci piacciono.

1 COMMENTO

  1. Marco Preve, solo chi abita vicino ai cantieri della Tav sa quanti soldi pubblici sono gettati al vento. Fanno ammuina e aprono cantieri eterni con cinque operai in tutto, senza alcun controllo pubblico.
    Questa è peggio che la Salerno-Reggio Calabria. Questa è fatta per prendere soldi PER SEMPRE.
    Non è politica, non sono bandiere, sono i NOSTRI SOLDI e la nostra SALUTE.
    E Floris possono guardarselo tra di loro, fare le ore piccole per vedere un minestrone non è da tutti.

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