I Lula e gli Scialfa che sono in noi

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C’è un filo che lega l’ex presidente brasiliano Lula e Nicolò Scialfa. No, non stiamo scherzando. Non è la barba o una certa rotondità della figura. E non è il semplice fatto che siano stati entrambi condannati in primo grado per vicende di malaffare.
Ma tutti e due erano entrati in politica – testuali parole di Scialfa – “per cambiare le cose da dentro”. Il dubbio è che poi siano cambiati loro dentro. Chissà.
Ora auguriamo a entrambi di essere assolti in secondo grado. Per carità.
Ma queste due vicende ci pongono una domanda: allora il potere cambia davvero tutti? E cosa succederebbe a noi se diventassimo consiglieri regionali, sindaci, presidenti della Repubblica?
Scopriremmo aspetti di noi che ignoriamo?
Non pensiamo soltanto al rischio di cedere alla tentazione del denaro. C’è altro: la perdita del senso delle proporzioni e della misura, l’ipertrofia dell’ego, gli eccessi di ambizione. L’arroganza. Insomma, il contatto con la realtà che va a farsi benedire.
Già, il potere è un interessante campo di prova per conoscere gli altri. E anche se stessi. Spesso ci si stupisce. Raramente in positivo.
Le parabole di Lula e Scialfa hanno qualcosa da dire anche a noi. Prima di cambiare le cose da dentro, meglio cambiare noi dentro.

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