Liguria: quelle radici che ti portano lontano

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di Renzo Piano*

Tutti hanno le loro radici. Uno può essere nato dove vuole, se le porta con sé. Basta non farne troppa retorica. Quando si hanno diciotto, vent’anni, fino ai trenta, addirittura ingombrano. Addirittura non le riconosci, le disconosci. Te ne vuoi liberare. È la fuga, la liberazione. Poi con la vita, tra i trenta, i quaranta, i cinquanta, se sei bravo riesci a non occupartene, e però affiorano. Se te ne occupi, diventi un nostalgico, ti perdi nei meandri della retorica. Ma se non te ne occupi, cosa che è abbastanza genovese, affiorano e in qualche maniera ti aiutano a essere quello che tu sei. Poi, quando cominci ad avere sessant’anni, allora cominci a riconoscerle, te ne parlano gli altri, te ne accorgi tu, allora rischi davvero di cadere nella retorica, di diventare banale. Bisogna evitare questa tentazione, ma le radici ci sono e sono profonde. E più o meno vengono messe a terra in terreno fertile tra i sei e i diciotto anni, sono quelli gli anni in cui si imprigionano sotto la tua pelle senza nemmeno che tu lo sappia, si imprigionano nel tuo subconscio, nell’immaginario, delle immagini, delle situazioni, delle emozioni che ti accompagnano. Adesso io presuntuosamente penso che Genova e la Liguria lascino tracce ancora più profonde. Più indelebili. È probabilmente una presunzione. O forse no. Perché è vero, Genova è una città, la Liguria è una terra stretta tra montagne subito alte e un mare subito profondo. Poco spazio. Questo mare scintillante ti ricorda cosa sia stato per migliaia di anni il Mediterraneo, sono intrappolati in quell’acqua i suoni, i profumi, le voci che poi uno come Fabrizio De André ha saputo mettere in poesia e in canzone. E che bene o male, come costruttore di spazi per la gente cerchi anche tu di mettere in musica.

Crescere durante gli anni più formativi lungo questo mare, passeggiando magari, ed essere anche cresciuto in periferia… anche se oggi non si direbbe più così, con la città metropolitana è caduta la distinzione tra centro nobile e periferia ignobile, per fortuna… ma se cresci un pochino in periferia, un po’ marginale, un po’ nel silenzio, anche un po’ nella noia, anche questo continuo andare avanti e indietro, andare verso il mare ti fa venire il desiderio di andare, di scappare. Ma non insano, non è mancanza d’amore, tutt’altro, è una voglia sana di scoprire il mondo. E questo è quello che ti resta dentro.

Ecco forse perché la Liguria è diversa, perché c’è questo rapporto con la luce, con la vibrazione del mare, che ti porti con te e diventa linguaggio tuo, qualunque cosa tu faccia. E poi ti restano dentro la città, e il porto, che è una cosa straordinaria, perché il porto di Genova non è un’acqua balneare, non sono le spiagge. È un mare operoso e poi un paesaggio in sospensione. Tutto nel porto o galleggia o vola. Maggiani faceva volare anche gli elefanti nella “Regina disadorna”, io ho visto volare la giardinetta di mio padre, quando ero piccolo andavamo… sarà stato il 1945-46 e andavamo a Pasqua in Sardegna, e la caricava sulla nave come si caricava un elefante. E si sollevava come si sollevava un elefante con la gru. E allora questa idea che il porto è una città invisibile, che continua a cambiare, questi luoghi ti restano dentro.

Adesso è ovvio che tutto quello che hai conosciuto negli anni dell’infanzia ti possa restare dentro anche se vivi in campagna, uno come Paolo Conte te lo dimostra. Lasciamo perdere questa presunzione di essere cresciuti in un luogo unico, particolarmente evocativo, però è vero che la Liguria lascia tracce molto profonde. Se ti senti genovese non ti diverti a evocarle a ogni momento, a farle diventare oggetto di discussioni serali, non si fa. Si lascia stare. Non te ne occupi. Lasci che affiorino. Che affiorino quando devono tornare su. Allora le ritrovi e ti segnano per sempre.

*Testo raccolto da Ferruccio Sansa

1 COMMENTO

  1. E’ proprio vero!!! La nostra bella Liguria, le nostre belle coste le porteremo sempre con noi. Speriamo non le devastino come vogliono fare alla Margonara, ultimo angolo di Paradiso.

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