Anche oggi pubblichiamo un elaborato su dati della Protezione Civile (PC) e dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) realizzato dall’epidemiologo Valerio Gennaro e dall’ingegner Claudio Seccia per i Medici Per l’ Ambiente (ISDE). Si tratta di un grafico di facile comprensione. Riporta il numero di decessi giornalieri negli ultimi 10 giorni, fra il 2 e l’11 maggio nelle varie regioni italiane per milione di residenti. La Liguria è rappresentata con la colonnina di colore azzurro chiaro. Come potete vedere per diversi giorni la Liguria è stata ai primi posti, poi c’è stato per fortuna un abbassamento ma ieri è tornata ad essere la prima regione. Valerio Gennaro sottolinea un dato relativo all’11 maggio: “Mortalità superiore rispetto alla media italiana del 157%”.

Pubblichiamo anche altre tabelle del Ministero della Salute tratte dall’ “Andamento della mortalità giornaliera (Sismg) nelle città italiane in relazione all’epidemia di Covid 19” nel periodo primo febbraio al 2 maggio.

Nella tabella 1 è riportata la sintesi dell’analisi della mortalità dell’epidemia di COVID-19 fino all’ultima data disponibile per ciascuna città.  “L’eccesso di mortalità – dicono gli esperti del Ministero -è significativo nella maggior parte delle città (ad eccezione di Perugia, Civitavecchia, Frosinone, Potenza e Palermo) con una forte eterogeneità geografica che riflette la diversa diffusione dell’epidemia. L’incremento maggiore (>100%) si osserva ad Aosta (+128%), a Milano (+100%) e a Brescia (+172%). Tra le città del nord sono stati registrati eccessi elevati a Torino (+60%) e *Genova (+75%).* Tra le città del centro-sud gli incrementi sono più contenuti: Bari (+37%), Messina (+14%) e Roma (+7%)”.

I medici per l’Ambiente, spiegava nella presentazione il 17 aprile il dottor Gennaro (a lungo, prima della pensione, epidemiologo dell’Ist di Genova e direttore del Registro mesoteliomi), stanno anche tentando sul loro sito di analizzare i dati della pandemia in un altro modo. Lo spiega così Gennaro:

“Dall’inizio ufficiale dell’epidemia/pandemia in Italia la Protezione Civile (PC) comunica quotidianamente il numero assoluto di deceduti per/con COVID-19 a livello nazionale e regionale. Tuttavia non ci pare vengano sufficientemente analizzati parametri essenziali quali età, sesso, residenza, abitazione, attività lavorative, patologie pregresse, terapie, vaccinazioni, ecc. né, men che meno, i tassi di mortalità (confusi spesso con gli assai meno corretti ed informativi tassi di letalità) relativi alle differenti popolazioni. Al fine quindi di rendere più interpretabili le tempestive, ma scarne informazioni grezze fornite dalla PC, rapporteremo il numero di decessi alla rispettiva popolazione di residenza regionale (come da fonte ISTAT). Il nostro obiettivo è: Produrre una prima analisi epidemiologica spazio-temporale, basata sul numero di decessi complessivi per/con COVID-19 nelle differenti regioni italiane. Individuare il giorno di inizio dell’epidemia per ogni regione, analizzando il trend temporale tentando anche di quantificare le rispettive differenze geografiche tra regioni e verso l’Italia”.

Qui di seguito mortalità a Genova per fasce d’età (Ministero)

E Gennaro sottolineava il 17 aprile scorso: “L’analisi tenta di essere oggettiva, verificabile, ripetibile e soprattutto tempestiva. In sintesi si vuole mostrare, non dimostrare. Né allarmare né tranquillizzare quindi, solo descrivere differenze geografiche in base alle poche informazioni che riteniamo solide. Dall’analisi, alla luce del breve tempo che intercorre tra contagio, comparsa della positività, sviluppo della malattia e possibile decesso, abbiamo raggiunto un precario rallentamento nel continuo numero di decessi quotidiani (al 17 di aprile ancora superiore ai 500 casi al giorno) . Appare quindi procrastinata nel tempo una possibile riduzione dell’epidemia da COVID-19 in Italia. Ci sembra inoltre consigliabile una rapida “preparazione” delle aree ancora poco colpite (centro-sud) data l’alta diffusibilità di questo virus e la scarsa organizzazione dei nostri sistemi di prevenzione e controllo (tamponi, mascherine, ecc.) sia sul territorio sia in strutture dedicate (ospedali, centri di terapie intensive, ecc.)”.

In questa tabella ministeriale che vi avevamo già proposto in passato i dati sono relativi ai numeri attesi secondo proiezioni degli specialisti e ai numeri che si sono poi realmente verificati fra il primo febbraio e il 2 maggio. Come vedete, il discostamento seppur sceso considerevolmente è sempre superiore al dato previsto in proiezione

“Si auspica infine – concludeva Gennaro sul sito di Isde- che le enormi energie umane, sociali ed economiche utilizzate per tentare di contenere questa epidemia non impediscano una seria e trasparente analisi su tutte le possibili origini di questo  virus. E’ utile indagare in modo scientifico e coraggioso (ma non solitario) sulla sua nascita senza escludere in modo aprioristico e non motivato anche la sua creazione artificiale. Si consideri che in tale ambito i controlli democratici sono decisamente sfavoriti da segreti industriali, militari e di stato, oltre che da segreti sovranazionali e dalle leggi di mercato. Aumentare il controllo su tutto questo ci potrebbe aiutare a trarre un ulteriore insegnamento da questa tragedia planetaria”.

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