QUELLI CHE HANNO L’AUDI, MA NON PAGANO LA MENSA SCOLASTICA

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“Vede quel signore con l’Audi bianca da 50mila euro? Ha dichiarato di non raggiungere il reddito minimo e di avere diritto a non pagare la mensa scolastica”. Mi disse così una volta la maestra di una scuola comunale genovese.

Ieri Francesco Margiocco sul Secolo XIX  ha raccontato che “nella sola Genova, il 15% delle famiglie deve ancora pagare le rate della mensa dell’anno 2015-2016. Sono un totale di 7.645 famiglie, con figli iscritti al nido, all’asilo, alle elementari o alle medie, e hanno un debito complessivo nei confronti del Comune di tre milioni e mezzo di euro”.

C’è chi non paga per problemi economici, ma i dati mostrano altro: SI PAGA DI PIU’ NEI QUARTIERI MENO RICCHI. Una conferma della civiltà e del senso civico di quel che resta della Genova operaia e solidale. Racconta ancora Margiocco: “Le percentuali fornite dal Comune e divise per municipi dicono che nel municipio del Medio Levante, che comprende i quartieri della Foce e di Albaro, il 10,5% delle famiglie deve ancora pagare la mensa di un anno fa. Nella meno agiata Valpolcevera il tasso di morosità è inferiore di oltre un punto, 9,3%. La morosità più alta, 17%, è nel Centro-Est che va dai caruggi a Castelletto, la più bassa, 7,5%, è nel Ponente. I quartieri di Sestri Ponente, Pegli, Pra’ e Voltri, non certo i più ricchi della città, sono statisticamente i più puntuali nel pagare la refezione scolastica”.

C’è chi non paga per reali problemi economici (e di questi ovviamente non parliamo), ma c’è anche altro. Si può parlare in modo politicamente corretto di “scarsa educazione civica”.

C’E’ SOLO UNA PAROLA PER CHI NON PAGA POTENDOSELO PERMETTERE: LADRO. E nemmeno quei ladri per necessità che sono disperati. Questi sono ladri per arroganza, per disprezzo.

LADRI perché rubano al Comune che – giustamente – continua a fornire il cibo a tutti i bambini: i piccoli non devono MAI pagare le colpe dei padri.

LADRI che rubano agli altri bambini perché quei tre milioni e mezzo che mancano potrebbero essere usati per attrezzature didattiche e mille cose di cui c’è disperato bisogno nelle nostre scuole.

LADRI che rubano perfino ai propri figli perché i soldi che sono evasi (oltre tre milioni, appunto) potrebbero essere utilizzati per rendere più decenti le nostre scuole. Mentre i figli stanno in nidi, asili e scuole magari roventi d’estate e freddi d’inverno, i loro padri se ne stanno sulla loro Audi con climatizzatore bi-zona e interni in pelle!

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