Forse l’aspetto più terribile del tentativo di alcuni politici della destra di utilizzare con finalità anti migranti l’assassinio del carabiniere di Roma è quello di trasformare in farsa un evento drammatico. La foga con cui molti di loro si sono precipitati sulla vittima per dimostrare la bontà delle loro tesi  si è trasformata in un devastante boomerang che, attraverso il ridicolo, rende sì l’esatta misura dei personaggi ma purtroppo condanna la morte del militare a essere relegata come elemento di sfondo, come episodio comprimario rispetto al tentativo della politica di guadagnare la prima fila delle ballerine, salvo inciampare come in una vecchia comica di Charlot.

Valga per tutti l’esempio di Stefania Pucciarelli, leghista spezzina. La sua incontinenza la spinge nel baratro della peggiore delle gaffe, quella che si sviluppa con i tempi, perfetti ma implacabili, di una commedia nera. Un post di condoglianze del prima, quando si sospettano due nordfricani e quindi ci si può scatenare contro l’avversario politico. Un post del dopo, quando si è scoperto che in manette son finiti due turisti americani. Ma che sarà mai. Arriverà un altro morto, un’altra tragedia, e allora sì il colpevole sarà un africano – speriamo molto nero in modo da evitare equivoci di partenza – e il post originale potrà essere rispolverato.

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