Se la tortura su Riina non conta

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Sarebbe bello che da questa, che è la città del G8, della Diaz e di Bolzaneto, ovvero gli episodi che sono costati all’Italia le prime condanne (e altre ne verranno) da parte della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per l’assenza di una legge che punisca la tortura, sarebbe bello che da Genova che reclama il rispetto dei diritti dell’uomo arrivassero parole non di difesa ma di rispetto dei diritti anche di Totò Riina. Un uomo le cui mani grondano sangue e violenza ma che oggi chiede, lo fanno per lui i suoi avvocati, che possa uscire dal carcere per poter essere curato e o meglio accompagnato dignitosamente verso la morte.

I giudici decideranno se la sua domanda debba essere accolta o invece no.

Per ora i giudici della Cassazione hanno semplicemente detto che i motivi con cui il Tribunale di Sorveglianza ha respinto la sua richiesta sono insufficienti, sono carenti di motivazione. La Cassazione ricorda anche (il passaggio è nella foto allegata) che nella trattazione del caso devono essere rispettati anche gli articoli della Convenzione dei diritti dell’uomo che vietano trattamenti inumani e degradanti, la tortura insomma.

Purtroppo ci sta che un uomo, in questo caso Riina, sia inumano, ma non può esistere, a meno che non sia una dittatura, uno Stato democratico che non rispetti l’umanità delle persone.

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