La Lega non li vuole in centro, tanto meno nello stesso edificio scolastico frequentato dai ragazzi delle medie. Il sindaco Ilaria Caprioglio condivide la linea dell’apartheid. Così il Cpia, il centro di istruzione  per adulti  extracomunitari e non, di via Verzellino, sarà presto costretto a traslocare dalle scuole medie Pertini.

Alla faccia dell’integrazione. E poi, quando si dice la sfortuna: proprio nella scuola frequentata dai pargoli della Savona bene doveva insediarsi il Cpia? Proprio lì a stretto contatto di gomito con i figli di sindaci di oggi e di ieri, e di magistrati? Non sia mai. Già in passato era stata eretta dal Comune una parete in cartongesso, per evitare pericolosi incroci tra scolari che escono da scuola e “uomini neri”. Era stato quello il primo segnale di una convivenza non più tollerata dal sindaco, nonostante fino ad oggi sia stato esemplare il comportamento degli stranieri. Ora Caprioglio, sollecitata anche da un gruppo di genitori, vuole stringere i tempi. Ha già valutato una serie di sedi alternative per il Cpa, ovviamente decentrate e “nascoste”. Ad esempio l’ex sede della circoscrizione di via San Lorenzo, nonostante l’edificio risulti inagibile (ma per gli stranieri basta e avanza).

La Lega vorrebbe risolvere radicalmente il problema cacciando il Cpa da Savona, ma forse questo è troppo  persino per il sindaco che legittimamente teme il contraccolpo mediatico di una decisione del genere. Vale la pena ricordare che Savona si era già distinta un paio d’anni fa per aver respinto un centro di prima accoglienza . Insomma, sotto la Torretta con i fregi leghisti non passa lo straniero.

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