LA PALESTINA OGGI A GENOVA

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STASERA ORE 21 AL CINEMA CAPPUCCINI A GENOVA

“Non possiamo essere libere come donne se non siamo in un paese libero. E anche se siamo liberi dall’occupazione, non possiamo conoscere la libertà fintanto che
siamo soggiogati nella nostra stessa società” dal film Naila and the Uprising

Il ruolo delle donne durante la prima Intifada e le scelte di Naila Ayesh sono al centro del film documentario “Naila and the Uprising” che sarà proiettato per la prima volta a Genova giovedì 4 aprile (oggi per chi legge) al Cinema Cappuccini alle ore 21.
Attraverso la tragica storia di Naila, il film racconta di come le donne si siano messe in gioco ed hanno creato azioni di resistenza, formando un movimento durante la prima Intifada, nel 1987, la prima rivolta che ha coinvolto tutti i territori occupati.
La regista Julia Bacha usa filmati d’archivio, filmati privati della vita familiare di Naila, e animazioni per descrivere momenti non documentati.
E’ una storia di amore, famiglia e libertà. Naila Ayesh, la protagonista del film, ha avuto un ruolo da leader del movimento, in cui la sua vita privata e la vita sociale e politica erano inscindibili. Moglie di Jamal Zakout, mamma, attivista e femminista, Naila è stata imprigionata e torturata più volte fino a perdere un bambino, ma la sua determinazione, nella difesa dei diritti di un popolo è rimasta immutata.
Ho conosciuto Naila l’anno scorso a Ramallah, ci siamo date appuntamento in un Cafè nel sud della città e abbiamo iniziato a chiacchierare sull’attuale occupazione militare in Palestina.
“Oggi la situazione è sempre più grave anche dal punto di vista geografico, non mi sento di dire che sia promettente rispetto al 1987 quando è iniziata la prima Intifada” mi dice. Ordiniamo un
caffè, e dopo aver acceso una sigaretta Naila inizia a raccontare la sua storia. Mi hanno subito colpito la dignità e l’umiltà di Naila con cui ripercorre le tappe della sua vita. Non ho trovato
rabbia o vittimismo nelle sue parole ma la responsabilità di una donna che ha scelto di fare la sua parte in quella storia, la sua storia, nonostante i rischi.
Una donna colta e con una consapevolezza internazionale, Naila ha iniziato da giovane la sua lotta per l’emancipazione del suo popolo, già durante gli studi in Bulgaria.
Mi racconta di quegli anni e poi dell’inizio della prima Intifada, di come è nata l’idea di creare una rete di donne e le strategie per portare avanti il movimento.
“Le donne palestinesi hanno giocato un ruolo fondamentale nella prima Intifada e da allora abbiamo cominciato a lavorare con loro puntando sulla valorizzazione delle loro qualità e potenzialità” racconta Naila “Siamo partite dalla formazione per renderle veramente leader e all’altezza di condividere le responsabilità della vita pubblica. Non volevamo che rimanessero in ombra”.
Naila ha portato avanti la sua attività politica e sociale intrecciandola alla vita privata. Mi racconta di come attraverso il film, il figlio Majd abbia riscoperto alcuni passaggi della vita di sua madre, mettendo a posto un puzzle personale.
Oggi Naila vive a Ramallah con suo marito Jamal, e continua a lavorare per l’emancipazione delle donne. E’ direttrice del Women’s Affair Centre di Gaza.
Grazie ad Assopacepalestina, il film ed i protagonisti, Naila Ayesh e Jamal Zakout, saranno in tour questi giorni in sette città italiane tra cui Genova.
Abbiamo voluto portare questo film in Italia per far conoscere il ruolo delle donne protagoniste della prima Intifada” dice Luisa Morgantini già vice Presidente del Parlamento Europeo e Presidente di AssopacePalestina.

Maria Di Pietro (AssopacePalestina)

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