La migrante adolescente morta in autostrada e la pietà deceduta su Facebook

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Ci fu un tempo in cui almeno per i bambini, per i ragazzini, scattava automatica la pietà. Forse era solo un riflesso pavloviano, forse era ipocrisia, ma insomma, a volte anche falsi e cortesi va bene lo stesso.

Oggi siamo tutti molto più sinceri. Non è una novità che sui social venga espresso tutto il peggio e il meglio, a volte anche aldilà della reale cattiveria o bontà delle persone.

Però un qualche diaframma della coscienza deve essere stato abbattuto se su Facebook, di fronte alla notizia di una quindicenne eritrea travolta in una galleria autostradale mentre cercava di attraversare il confine tra Italia e Francia a Ventimiglia, c’è chi interviene con commenti che non solo non esprimono solidarietà ma sono beffardi e sarcastici nei confronti della vittima. Pochi, senza dubbio, e sicuramente sommersi dagli interventi di chi si commuove e si indigna. Questi ultimi saranno forse ipocriti e di cortesia, però riscaldano il cuore.

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