La Mafia è una brutta bestia. Quando c’è, ma anche quando non c’è. Prendiamo il caso del neo candidato alla poltrona di sindaco di Ventimiglia, Gaetano Scullino.

Dopo essere già stato sindaco della città di confine, assessore nonché consigliere regionale Scullino ci riprova. Va detto che ha solo 72 anni e per la Liguria è un po’ come avesse dato ieri la maturità. Dopo il suo passato socialista e in Forza Italia, oggi Scullino è a capo di una lista di destra che porta il suo nome.

Lo sappiamo, state pensando “ma perché non è seduto su una panchina a guardare i cantieri?”. Invece è stato candidato dalle forze del centro destra. Probabilmente come risarcimento politico per aver trascorso gli ultimi anni da imputato in un processo di ‘‘ndrangheta che aveva portato allo scioglimento del consiglio comunale per mafia. Scioglimento poi annullato dal Consiglio di Stato mentre Scullino veniva assolto, in tre gradi di giudizio, da connivenze con esponenti della ‘ndrangheta nella sua cittadina.

Non essere un mafioso o comunque uno che ha aiutato la mafia, è una bella cosa.

Ma essere stati condannati per concussione quando, da consigliere regionale, si ottenne uno sconto per l’acquisto di un garage, è un po’ meno bello. Mica roba da esilio o gogna, ma il buon gusto – che naturalmente è soggettivo –consiglierebbe di non praticare più il campo della politica dove in teoria si dovrebbero indossare maglie prive di macchie.

Scullino, invece, quella condanna – seppur risalente a fatti del 2004 – non può togliersela dal petto anche se il tribunale del riesame di Genova ha detto che lui è a tutti gli effetti candidabile.

L’assoluzione dalla mafia sembra aver cancellato dal ricordo quello spiacevole episodio. E poi colpisce che Scullino, nonostante l’assoluzione, non abbia mai speso molte parole per commentare le sentenze che hanno stabilito che a Ventimiglia la mafia c’è, anzi che la ‘‘ndrangheta ha qui una sua “locale”,  ovvero un suo avamposto ufficiale con tanto di boss. Stupisce ma non troppo, visto che uno dei suoi più grandi sostenitori, l’ex ministro e oggi sindaco di Imperia Claudio Scajola (a proposito lui è un giovanotto di soli 71 anni), amava ripetere che secondo lui la mafia nell’imperiese era sostanzialmente un’invenzione. Son giovani, con il tempo capiranno che la mafia esiste.

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