LA CURIA GENOVESE E LE ACCUSE DI PEDOFILIA: QUALCUNO RISPONDERA’?

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Sono state segnalate molestie sessuali anche nella parrocchia di Albaro? La Curia ha per caso raggiunto un accordo economico con alcune delle vittime dell’ex parroco di Sori poi passato, appunto, a Santa Teresa d’Albaro?

Papa Francesco ha compiuto un passo storico nella lotta contro la pedofilia nella Chiesa: ha abolito il segreto pontificio. Intanto il procuratore di Genova, Francesco Cozzi, ha annunciato che un fascicolo per violenza sessuale, per adesso a carico di ignoti, è stato aperto dopo le inchieste del Fatto Quotidiano e della Rete L’Abuso. Non solo: il capo della Procura ha detto che, grazie alla nuova disciplina della Chiesa, chiederà alla Curia gli atti delle indagini compiute in diocesi.

Chissà se adesso il cardinale Angelo Bagnasco si deciderà finalmente a parlare delle accuse rivolte a don Francesco Castagneto (a lungo parroco di Sori e dal 1998 al 2019 alla guida di quella di Albaro)?

Sarebbe il momento. E sarebbe interessante porgergli alcune domande. La Curia – come ci hanno confermato diversi ragazzi, alcuni sacerdoti e anche un vescovo – sapeva delle accuse relative a episodi degli anni Novanta: “Mi addolora non aver dato il dovuto credito alle parole di quei giovani”, ha detto il prelato al Fatto Quotidiano.

Ma la Curia genovese ha deciso di non sporgere denuncia nonostante il vescovo al Fatto Quotidiano abbia detto: “Sì, temo che gli episodi riguardassero anche minori“. Quel silenzio, passati più di vent’anni dai primi episodi, ha portato alla prescrizione e all’impunità degli eventuali colpevoli. Perché la Curia ha taciuto?

Non solo: le parole di un collaboratore della parrocchia di Albaro – registrate da Francesco Zanardi della Rete L’Abuso e depositate in Procura – lasciano ipotizzare che altri episodi si siano verificati anche ad Albaro. Fatti che, se davvero avvenuti, non sarebbero prescritti. E’ possibile sapere dalla Curia se ha ricevuto denunce che riguardano la parrocchia di Albaro?

Il cronista e Zanardi hanno potuto parlare con una decina di ragazzi che hanno riferito di aver ricevuto attenzioni molto particolari dal sacerdote. Almeno un giovane era minore a quei tempi. Diversi di loro negli anni Novanta e anche in seguito si erano rivolti alla Curia, ma l’allora parroco di Sori era stato trasferito ad Albaro, a contatto con giovani e scout. Nessuno (soprattutto i genitori dei giovani) era stato informato delle polemiche che avevano accompagnato il trasferimento del sacerdote. Perché?

E’ possibile che la Curia abbia raggiunto un accordo economico con alcuni dei ragazzi che avevano denunciato di essere stati molestati? Se fosse così, che cosa prevedeva l’accordo?

Papa Francesco ha indicato chiaramente la linea della trasparenza per affrontare con il giusto vigore gli scandali sessuali all’interno della Chiesa e tutelare le giovani vittime. Ora tocca alla Curia di Genova seguirla. Avremo finalmente risposte?

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