La Chiesa di Papa Francesco e la chiesa che ha rovinato la vita di Francesco

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C’è un Francesco oggi in Liguria: si chiama Bergoglio, vuole cambiare la Chiesa, e noi gli crediamo.

C’è un altro Francesco, si chiama Zanardi. Sempre oggi questo Francesco sè stato portato al pronto soccorso per gravissime complicanze che si porta dietro da una vita. Una vita ai margini, da quando è stato abbandonato dalla sua famiglia, poi adottato, e poi abusato da un prete quando era ancora giovane.

Anche lui vuole che la Chiesa cambi, magari cominciando proprio col denunciare i preti pedofili che troppo spesso rimangono impuniti, o vengono spostati di parrocchia in parrocchia, creando spesso le condizioni per il perpetuarsi di nuovi abusi. E’ per questo che lui è diventato Presidente della principale associazione antipedofilia, la Rete l’Abuso, denunciando centinaia di casi. Per il bene di tutti: le vittime, i carnefici, i valori e la convivenza della nostra comunità.

Francesco Bergoglio, oggi davanti alla telecamere, ha giustamente anche parlato di lavoro per tutti.

Francesco Zanardi, oggi dolorante in un corridoio di ospedale e senza tv, cerca lavoro da tempo, ma molto presumibilmente per le sue battaglie a Savona gli è stata fatta terra bruciata intorno.

Sappiamo: c’è una Chiesa buona, quella di migliaia e migliaia di credenti, di volontari, quella dei missionari.

E ce n’è una cattiva, che fa operazioni immobiliari spregiudicate o che nasconde i peggiori crimini al proprio interno: quelli contro bambini indifesi.

Quando pensiamo alla Chiesa ligure pensiamo a don Gallo, ma anche a Bertone.

E ci sono fedeli buoni (la grande maggioranza), ma anche fedeli che non vogliono vedere, e che magari partecipano a fiaccolate in sostegno di preti già condannati per atti di pedofilia, come successo in Provincia di Savona.

Ciò chiama in causa il concetto di ‘cattiva coscienza’, anche la nostra. E’ come se la morale esistesse solo alla luce del sole, non nelle stanze chiuse.

Due giorni fa a Zanardi che aveva chiesto risarcimento alla Curia per sé e per le vittime dell’associazione, hanno proposto soltanto un centralinista per l’associazione (viene quasi il sospetto che sia solo un modo per filtrare e controllare le notizie su casi di pedofilia).

Briciole.

E’ questa, per la Curia, la valutazione del gravissimo danno recato a un giovane individuo?  Vale così poco la vita di una persona moralmente spezzata?

E’ questo, per la Chiesa e più in generale per la nostra società, il valore che diamo al lavoro di una persona che cerca di tutelare i nostri figli?

 

 

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