Paura del diverso, reggiseni da palestra, maschilismo, adolescenza, video haul (scoprite su Google cosa vuol dire, noi abbiamo fatto così), traslochi, partigiani.

Parole alla rinfusa? Mica tanto. Se capiterete sul canale Youtube o sul suo account Instagram, scoprirete che la genovese Julie Demar riesce a mescolare tutti questi temi e tanti altri e soprattutto a sfatare qualche stupido pregiudizio radicato fra i cinquantenni, specie quelli maschi.

Julie Demar è una ventiseienne genovese, che ha studiato da designer e fa la booktuber. E che in un colpo demolisce due stereotipi: “i giovani non leggono” e “i social uccidono la cultura”.

Andate a dare un’occhiata al suo canale Youtube – che ha da poco superato gli 80mila followers – e al suo profilo Instagram.

I video di Julie parlano anche di shopping, lifestyle, moda ma soprattutto libri. A palate, e dei più diversi. Le letture top del mese, i testi da consigliare agli adolescenti, i libri che ti impediscono di fermarti fino a quando non li hai finiti.

Insomma c’è prima di tutto una grande passione e poi la capacità di parlare ai coetanei. Così, consigliando un testo di Camus, di Fenoglio o 1984 (Orwell e romanzi sulla Resistenza sono due delle fissazioni di Julie) oppure spiegando quanto ti prende – ma non nascondendo osservazioni sulla qualità della scrittura -La verità sul caso Harry Quebert, Julie Demar non scimmiotta la saccenza dei critici letterari ma racconta trame avvincenti, confessa quando un classico l’ha annoiata, fornisce link ad altri testi, fa il resoconto di tecniche di lettura veloce, suggerisce abbinamenti a seconda dell’età e della propria situazione emotiva. Il suo linguaggio è sempre semplice e diretto ma non si sottrae all’approfondimento al tentativo di individuare pregi, falle, spunti.

E quello che più conta è che  nei commenti sotto i suoi video centinaia di ragazzi discutono di libri, criticano, apprezzano, partecipano e, prima di tutto: leggono.

Perchè abbiamo voluto raccontarvi oggi la storia di Julie la booktuber con 80mila followers?

Perchè in questi tempi di paura pandemica c’è bisogno di sapere che anche quel mondo che credevi scomparso con le tue generazioni in realtà va avanti, e senza di te lo fa anche assai bene, forse meglio.

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