In galeraaaaa! Alcuni di noi, quelli un po’ più datati anagraficamente ricorderanno uno dei tormentoni di Alto Gradimento in cui Bracardi faceva irruzione in studio urlando (tra le altre cose legate all’attualtià di ieri come di oggi) “in galera”, rivolto al politico o signor nessun malcapitato di turno. Galera, gabbio, buttare via la chiave, nessuno va in carcere, non c’è certezza della pena, troppi permessi e via dicendo. Quante volte come giornalisti abbiamo riportato temi e affermazioni di questo tipo e tenore?

Da circa 4 anni alcuni giornalisti liguri svolgono delle attività nelle due carceri genovesi, senza squilli di tromba, senza luci della ribalta (come il variegato mondo della rete carcere del terzo settore). Attività legate a incontri e cicli di incontri sul tema della cittadinanza, diritti e doveri, al sostegno ai “ragazzi” di ogni età che durante la detenzione studiano (ci sono fior di diplomati e alcuni a un passo dalla conclusionedel percorso universitario, intrapreso magari a 50 anni suonati e con una storia personale passata spesso per le cronache). Sgombriamo subito il campo da inutili e penose eventuali polemiche: non è buonismo fine a se stesso. Le attiità sono coordinate dall’Ordine dei giornalisti della Liguria e sono nate in accordo con le direzioni carcerarie e con quelle delle scuole impegnate in carcere.

Il 4 giugno (10-13 e 15-18) alla sala dei Chierici della Biblioteca Berio di Genova si svolgerà il seminario deontologico formativo, ma aperto al pubblico,  IL CARCERE, “PAROLE CHE LIBERANO”. Con video e materiali prodotti anche da ospiti delle carceri genovesi. In questo modo portiamo per la prima volta in pubblico questa esperienza con un programma articolato che vedrà la partecipazione di operatori professionali e del terzo settore, giornalisti e, soprattutto, alcuni/e ospiti o ex ospiti del carcere, con le loro esperienze e la presentazione di due libri freschi di bottega. “La libertà di scrivere” realizzato dalla collega Donatella Alfonso con il laboratorio di scrittura creativa a Pontedecimo e “Nessuno mi ha mai portato per mano. Nascere al sud e perdersi al nord”, scritto da Giacinto Pino, oggi in dirittura di arrivo nel corso di studi universitario. Una autobiografia scritta in terza persona e completata durante la serie di incontri con il sottoscritto nell’ambito delle attività svolte a Marassi. Le iniziative dei giornalisti nelle carceri sono legate ai principi della Carta di Milano. Carta deontologica e confermano come la deontologia non sia una censura o autocensura ma un valore aggiunto, un bollino blu sull’informazione. Non è semplice parlare di detenute/i senza parlare troppo alla pancia e poco al cervello. Eppure, è possibile.

 

Il seminario del 4 giugno vedrà al mattino i contributi dei protagonisti del lavoro in carcere, professionalizzati e volontari, nei diversi ruoli sociali, di sorveglianza e di recupero (con la testimonianza di un protagonista) e reinserimento. Nel pomeriggio il confronto con i protagonisti auori dei libri con le loro testimonianze cn una intervisa pubbica e il contributo di don Giacomo Martino, cappellano in carcere. Temi forti, non scontati e senza sconti compreso quello del lavoro sui sex offenders. Un giornalista non può e non deve nascondere nulla, non deve nascondersi dietro a un dito. Esiste anche questa realtà nella società e in carcere ci sono anche su questo fronte, innocenti, colpevoli e in attesa di giudizio. È  la prima volta che i giornalisti affrontano (a Genova, poi replicheremo nelle altre realtà provinciali) questo tema e in “questo” modo. Il valore formativo e informativo non è meramente un conto aritmetico di crediti professionali ma vuole essere anche l’occasione per aprire, a chi sarà interessato, una eventuale collaborazione e coinvolgimento in iniziative sul tema delle carceri. Comunque, una forma di arricchimento culturale professionale.

Ultima considerazione, forse inutile, ma doverosa: sul palco, come relatori, ci sono delle persone che hanno vissuto o stanno vivendo un’esperienza da reclusi, oggi protagonisti di percorsi di recupero e semilibertà. In qualche caso i loro racconti esprimono le storie di persone che sono state protagoniste della cronaca. Sono persone che si mettono in discussione, si sono messe in discussione e hanno scritto le loro esperienze e le portano in pubblico per la prima volta grazie al rapporto di fiducia e reciproco rispetto creato con il mondo dei media genovesi attraverso alcuni di noi. Le domande sono e saranno più che gradite. Chi sceglierà di dedicare un articolo, un video servizio, un’intervista eccetera al seminario è gradito con una sola preghiera: se uno/a dei testimoni chiede di essere ripreso di spalle o in modo non diretto (sono persone dentro a un percorso di recupero, messa in prova, semilibere eccetera) rispettiamo, rispettate il suo volere. Non credo ci saranno problemi da parte loro, come da parte nostra.

Vi aspettiamo

 

IL PROGRAMMA

Parole che liberano. Informazione, carcere, reinserimento. Diritti & Doveri

MATTINO

Ore 10 Introduzione
Marcello Zinola Responsabile formazione
Ordine Giornalisti della Liguria

10.15-11 Arcipelago carcere
Ramon Fresta Educatore Professionale
Referente area penale Ceis

Luca Langella
Presidente e fondatore associazione “Gli Scatenati”


11-11.15 
“Sbatti il mostro… La Carta di Milano” Filippo Paganini
Presidente Ordine Giornalisti della Liguria

11.15-11.45 Un teatro difficile per colpe “odiose” Anna Solaro
Regista di Teatro Sociale Teatro Terapeuta

11.45-12.15 Un anno dietro le sbarre. Report 2018
Alberto Rizzerio
Presidente Associazione Antigone Liguria

 12.15-12.45 Non chiamateci secondini
Fabio Pagani Agente di polizia penitenziaria
Segretario Regionale Uil-Pa

  POMERIGGIO

Ore 15 Introduzione
Donatella Alfonso, Giornalista la Repubblica

15.15
Maria Cristina Marrè
Direzione Carcere di Marassi

Maria Isabella De Gennaro
Direttrice Carcere femminile di Pontedecimo

Fabrizio De Ferrari, editore
Perché stampo libri “del e dal carcere”


15.45-16.45 
Le nostre storie, la nostra dignità

Donatella Alfonso e Marcello Zinola dialogano con gli “spiriti liberi” protagonisti, testimoni, scrittori

Giacinto Pino autore di Nessuno mi ha portato per mano. Nascere al Sud e perdersi al Nord (Edizioni All Around)

Voci di donne da Libertà di scrivere (De Ferrari Editore)

16.45 Domande

17.15 La “confessione”: vita e anima dietro le sbarre
don Giacomo Martino,
Cappellano carcere Pontedecimo
direttore Migrantes Diocesi di Genova

17.45 Conclusioni

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