Il Covid è stato una tragedia. Ma poteva andare perfino peggio. Dobbiamo essere grati all’abnegazione di tanti singoli operatori e alla loro capacità di fare squadra. Nessun merito, anzi, ad un sistema sanitario frutto di anni di impoverimento culminati nella privatizzazione alla lombarda voluta dalla giunta Toti.

Ma è così difficile fare meglio?

No. Non solo. Prima era già meglio.

Poi sono arrivati Toti, Viale e il mantra della privatizzazione e il servizio è peggiorato. Non lo diciamo solo noi. Lo dice, anzi lo ripete da tempo, e tra poco lo leggerete, la procura della Corte dei Conti della Liguria.

Il caso che vi vogliamo raccontare è tanto più importante nei giorni del Covid quando tutte le autorità chiedono di ridurre i contatti. Ad esempio evitando che soggetti già a rischio escano per andare in farmacia. Come sarebbe bello se ricevessero a casa loro le medicine.

Bene, a Imperia la Asl 1 aveva realizzato un gioiello: un sistema di consegna a domicilio di una determinata tipologia di farmaci, un sistema che alla comunità cioè a tutti noi costava assai meno che la consegna in farmacia privata. Pensate che quel sistema era stato premiato nel 2010 dall’allora ministro della pubblica amministrazione, Renato Brunetta, e nel 2011 ricevette un riconoscimento europeo.

Nel 2015 aveva fatto registrare la spesa farmaceutica procapite più bassa della Liguria con 145,7 euro contro i 160 del resto della regione e i 180 a livello italiano.

Mentre nel resto della Regione i farmaci salvavita e per patologie gravi prescritti dai medici ospedalieri venivano consegnati ai pazienti attraverso le farmacie private (cessione per conto) che prevede da parte dello Stato il versamento di una quota a confezione al farmacista, a Imperia dal 2002 era in vigore la “diretta”, ovvero i farmaci prescritti potevano essere solo ritirati nella farmacia dell’ospedale oppure consegnati a domicilio grazie ad un servizio creato dalla ex dirigente Mara Saglietto ed esteso a 1500 persone.

Lo stesso anno l’allora procuratore capo della Corte dei Conti Ermete Bogetti, disse di lei: “Il suo apporto è stato determinante per consentire alla Liguria di risparmiare 360 milioni dal 2008 al 2014”.

Ci si sarebbe aspettati che questo metodo venisse esteso a tutta la Regione visti i risultati. Invece: nell’estate del 2016, un anno dopo il suo insediamento, la giunta Toti rase al suolo quell’esperienza. La distribuzione venne riaffidata interamente alle farmacie private con la giustificazione che essendo presenti su tutto il territorio si evitavano alle persone lunghe trasferte. Peccato che la Asl 1 effettuasse il servizio di consegna a domicilio e quel sistema per il solo 2015 consentì di risparmiare un milione e 200 mila euro.

Ma leggete ora cosa scrive il procuratore della Corte dei Conti Claudio Mori nella sua relazione del 2020 rispetto allo studio chiesto dalla Regione all’università di Genova per giustificare la distribuzione per conto alle farmacie private:

“Alla mancata predisposizione di uno studio e di una valutazione antecedenti alle decisioni di sistema, la Regione ha tentato di porre rimedio commissionando uno studio successivo alle scelte, ormai intraprese.

Una decisione tardiva e inutile, specie se si indaga sulla metodologia seguita.

Infatti, la lettura del documento in argomento, acquisito dalla Sezione di controllo, evidenzia inaccettabili limiti, che rendono i risultati dello studio del tutto inattendibili.

Tra le molteplici criticità rilevate dalla Procura, quella che desta più delle altre forti perplessità, tanto da rendere inutile, o peggio, fuorviante l’intero studio, è quella di aver posto a base della rilevazione dei costi per la distribuzione diretta n.2 ASL su n.5 totali presenti nella Regione, escludendo dal campione di studio le n.3 AA.SS.LL. che, in passato, hanno realizzato i maggiori volumi di distribuzione diretta, compresa l’ASL n.1 Imperiese, che costituiva la vera eccellenza in questo tipo di distribuzione dei farmaci…. non è stato preceduto da una puntuale verifica della concreta convenienza per la struttura pubblica di ricorrere alla distribuzione per conto… La Procura ritiene che lo studio non abbia alcun valore rappresentativo dei fenomeni che voleva indagare ed, anzi, come detto, sia del tutto fuorviante nelle conclusioni a cui approda, non recando nessuna analisi credibile sia della convenienza, sul piano dei costi, che della qualità del servizio di distribuzione dei farmaci per conto”.

Uno schiaffo del genere ad altre latitudini determinerebbe scuse e dimissioni e qualche spiegazione anche dalla facoltà di economia dell’università.

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