Il teatro eccentrico di Giancarlo e dell’Ortica

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di Arianna Destito*

Giancarlo Mariottini, ventinove anni, attore e regista del Teatro dell’Ortica, ha fatto della sua passione per lo spettacolo un mestiere. Raccontare la sua avventura artistica può aiutarci a comprendere quanto la determinazione, accompagnata a una forte motivazione sociale e politica, possa tracciare un percorso significativo nel panorama culturale della città.

“Una passione casuale”, dice lui, “un incontro fortunato e fortuito”.

Come se fosse stato il teatro a sceglierlo, e non viceversa.

Ha iniziato praticando un tirocinio per l’Università all’Ortica con il progetto sociale del gruppo Stranità di Anna Solaro. Una realtà riabilitativa di pazienti psichiatrici attraverso il teatro. Un incontro che gli ha aperto un nuovo mondo.

“Il primo giorno a Stranità – racconta Giancarlo – un paziente mi ha accolto e mi ha illustrato quello che avrei potuto aspettarmi dal lavoro in laboratorio con una competenza tale che ho pensato si trattasse di un operatore. Questo mi ha colpito fin da subito, ed è una delle cose che trovo più belle, il fatto che in laboratorio ci si incontra e si lavora insieme. al di là dei ruoli stereotipati che abbiamo nella nostra vita quotidiana. Un esempio concreto di integrazione.”

Per Mariottini la passione s’incrementa proprio continuando a frequentare quel teatro di periferia, in Val Bisagno, dove lui è cresciuto. L’unico teatro del quartiere mantenuto vivo dal lavoro sul territorio e dalla partecipazione collettiva.

Una risorsa fondamentale in una periferia che non offre molto dal punto di vista culturale. “Noi dell’Ortica diciamo spesso che siamo “eccentrici”, senza dubbio perché siamo gente strana, ma anche perché siamo periferici. Per questo il lavoro sul territorio prima ancora che a Genova per noi passa dalla Val Bisagno. Anche se poi il nostro orizzonte spazia ben più lontano”.

E infatti l’attività teatrale dell’Ortica dalla periferia si è fatta strada verso l’estero con il progetto “Skills for freedom – Artistic paths to develop the professional skills of prisoners”.

Il progetto si incentra sulla definizione delle competenze, attraverso i lavori artistici e teatrali svolti in carcere, con un’ottica rivolta al mondo del lavoro, e vede coinvolti partners di altri Paesi, tra i quali Belgio, Bulgaria, Cipro, Germania, Polonia Spagna e Turchia.

Un’altra tappa importante per Mariottini è stata la realizzazione di un cortometraggio in Brasile nell’ambito del progetto “Ragazzi Solidi Urbani”: un percorso educativo per adolescenti attraverso il teatro, la scrittura e la musica, realizzato da due educatori di Bergamo – Stefano Rota Graziosi e Michela Della Morte – a Joaquim Nabuco, una cittadina sperduta tra ettari di piantagioni di canna da zucchero. È stata un’esperienza molto forte e intensa in un Brasile profondo, lontano dai cliché del turismo di massa.

Il cortometraggio, dal titolo “Eu, vivo”, tratta di come si può stare nel mondo: nella propria casa, nella propria città, sul proprio pianeta. I luoghi dove abitiamo come punto di partenza per cominciare a ragionare su chi siamo e cosa vogliamo. (https://www.facebook.com/ragazzisolidiurbani/),

Senza dubbio per Mariottini essere artista ha una dimensione strettamente legata al teatro sociale, un teatro al servizio della comunità tutta.

Ne troviamo traccia in un suo spettacolo, “Macbeth. Una tragedia in viola”, una sorta di anti-teatro e di riflessione sul narcisismo e la volontà di potenza, che spesso sono connaturate all’idea di salire su un palco.

“Perseguire gli obiettivi con tenacia, passione e onestà, porta sempre a ottenere risultati” afferma l’artista. “L’esperienza del Teatro dell’Ortica ne è stata un grande esempio quando la Regione ha tagliato i fondi per il teatro sociale. La cittadinanza si è attivata e il lavoro sul territorio è stato raccolto dalla comunità. Sono stati organizzati eventi e crowdfunding per sostenere i numerosi progetti in cui la compagnia è impegnata”.

Tra i quali, la prossima produzione di Stranità, lo spettacolo  Della luce e dell’ombra, con le detenute del carcere di Pontedecimo, con la collaborazione delle scuole Anna Frank di Serra Riccò e Don Milani di Genova; Double face. Donne adatte ad ogni stagione, sulla violenza di genere.

E ancora, Proclami alla nazione, lo spettacolo con cui Mariottini ha vinto il Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro insieme a Elisabetta Granara, Sara Sorrentino, Carlo Strazza.

Clyto e altri demoni al Teatro Altrove il 29 maggio.

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*Arianna Destito è nata a Genova nel solstizio d’estate. E’ una cuspide Gemelli-Cancro. In omaggio alla filosofia del Maniman ha conseguito una laurea in Pedagogia e una come Terapista della riabilitazione.  E’ autrice di racconti e di un pamphlet ironico sulle insicurezze “Farò bene o farò male?”. Collabora con web magazine e blog.

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