Il Ministro Pinotti e i media

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di Bruno Lugaro*

E il ministro della Difesa tuonò: “Bisogna lavorare sui media”. Non succede nella Russia di Putin e il ministro in questione non ha l’aspetto truce del killer politico, ma un caschetto biondo e un sorriso smagliante. Succede a Savona, sabato scorso, alla sala chiamata del porto. Il ministro Roberta Pinotti mantiene l’impegno con una cara amica: Cristina Battaglia, candidato sindaco del Pd. Insomma, il ministro è a Savona per ragioni elettorali. Le riferiscono che su un quotidiano è apparso un articolo che mette in piazza lo scontro interno che lacera il partito savonese. Pinotti raccoglie informazioni sommarie e tira fuori le unghie. Parla di “ricostruzioni dei giornali non aderenti alla realta” e poi se ne esce con quel “bisogna lavorare sui media”, che lì per lì fa venire i brividi, anche perché evoca sparate renziane non proprio tranquillizzanti per l’informazione. Subito dopo però ti viene in mente che sei di fronte a un leader del partito Democratico e allora pensi di aver capito male la frase. Forse il ministro ha detto: “lasciamo lavorare i media”. Ascolti e riascolto la registrazione. Niente. Avevi capito bene. Allora ho frainteso, ragioni: Pinotti voleva solo dire che bisogna aiutare i media a capire cosa raccontare ai lettori. Oddio, ma suona male lo stesso. Torni a casa con un pensiero: ma per quanto potrò fare ancora il giornalista libero?

*Giornalista, scrittore, musicista

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